STORIE DI FERRO E SUDORE : LA MICROFAUNA DELLA PALESTRA. PARTE-5 Nuovi fantastici personaggi.
Posted by stefano on maggio 9th, 2012 filed in STORIE DELLA PALESTRAComment now »
Il Pavone :
Il pavone da palestra è un individuo maschio in genere di età variabile dai 25 ai 40 anni, facilmente riconoscibile in quanto pare sempre essere in posa. Sia che completi gli esercizi, sia che parli con gli altri atleti, tende infatti ad assumere posture assolutamente perfette tese a far risaltare fino all’ ultima fibra muscolare in suo possesso. Narcisista fino all’ ossesso, al termine di ogni ripetizione scruta la sua immagine allo specchio alla ricerca della minima imperfezione, con l’ attenzione e lo scrupolo di un esperto analista di laboratorio.
Non ingannatevi, anche quando sta parlando con voi, il suo sguardo è sempre rivolto allo specchio alle vostre spalle, controllando se la sua posa è perfetta.
Occasionalmente può capitare che a metà di un discorso si interrompa improvvisamente, come fosse in blocco mentale, e piegando il braccio a “L” verifichi il volume del bicipite. Non fateci caso in genere i “Pavoni” sono interessati unicamente a se stessi ed in genere sono innocui.
Il Bradipo :
Il bradipo da palestra è una simpatica creaturina che in genere si inscrive in palestra “perché ci vano i suoi amici”. Assolutamente disinteressato nei confronti della propria forma fisica, ascolta i suggerimenti del trainer con sguardo vacuo, perso nel vuoto, per non parlare del sorrisino di indifferenza che riserva ai “ragazzi del Biberon”.
In genere il suo allenamento consiste in 10 min di cyclette con una rivista in mano, una ventina di addominali, divisi in varie serie, e qualche sollevamento di pesi degno di una dodicenne sottopeso, il tutto condito ovviamente da abbondanti chiacchiere.
Molto raramente sono stati osservati casi in cui tale creatura subisce un’ improvvisa metamorfosi, trasformandosi nell’ arco di poche settimane in un “culturista indiavolato”, entrando quindi a pieno titolo nel novero dei “ragazzi del Biberon”.
La ragazza dello Step accanto :
Questa gentile creatura, in genere di aspetto piacente, la si può trovare in habitat dinamici, come ad esempio sul tapis roulant, la bike o per l’appunto lo step. Di natura timida e silenziosa reagisce con un accennato sorriso a qualunque battuta, rivoltale dall’ eventuale passante occasionale. Impermeabile a qualunque forma di conversazione mantiene l’ assoluto riserbo su quelli che sono i suoi hobbies o passioni. Stranamente nonostante tutti sembrino conoscerla e chiamarla per nome, pare essere completamente all’ oscuro delle identità di tutti altri frequentatori della palestra.
Il PR :
Potete riconoscere il PR dal fatto che si allena costantemente col telefono in mano. Incurante della sua forma atletica e privo di una qualunque forma di passione agonistica, il PR vede la palestra come un perfetto luogo per intrattenere i suoi affari, rastrellare persone e convincerle che Lui è assolutamente una persona troppo figa e impegnata per aver tempo di sudare.
Il PR usa questi luoghi di allenamento essenzialmente per due motivi: primo pe convincere gli eventuali avventori che i luoghi che lui raccomanda e patrocina sono assolutamente meravigliosi, e secondo per dimostrare che è più trendy della gente normale.
Abbigliato con costumini super tecnici e tutine aderenti degne di superman, il PR sembra stranamente convinto che tutti abbiano la necessità di sapere di cosa sta parlando al telefono, cercando di sovrastare con il suo vocione qualunque forma di conversazione e la di sottofondo .
Il Tecnico :
Una delle mie figure preferite, il tecnico è a detta di tutti “L’ Esperto”. Che si tratti di un nuovo tipo di allenamento ultraintensivo, la nuova dieta miracolosa, o l’ ultimo ritrovato di abbigliamento specializzato (di un qualunque sport, non necessariamente da praticare in una normale sala pesi, il tecnico sarà estremamente felice di ragguagliarvi sui vostri errori, indicandovi dove come e quando state sbagliando e offrendosi volontario per una qualunque dimostrazione.
Segni particolari del tecnico sono una presenza ubiqua e un perenne sorrisetto di sufficienza con cui vi guarda e vi guida costantemente.
Un errore da non fare mai è fare domande, di qualsiasi tipo in Sua presenza, la cosa potrà costarvi ore di monologo “altamente “ istruttivo” da cui non avrete scampo.
STORIE DI FERRO E SUDORE : LA MICROFAUNA DELLA PALESTRA. PARTE 4 : Braccioni al pascolo.
Posted by stefano on febbraio 2nd, 2012 filed in STORIE DELLA PALESTRAComment now »
Dei ragazzi del biberon si è discusso e descritto ampiamente nello scorso capitolo. Esiste tuttavia una frangia estremista di questo nutrito gruppo che merita menzione particolare.
Questo gruppo estremamente selezionato oltre a beneficiare delle potenti pozioni biberoniane è caratterizzato inoltre da due elementi distintivi.
Il primo è che emettono urla, versi e vagiti gutturali e inintellegibili in continuazione sia durante lo sforzo fisico effettivo sia durante la serie di ripetizione del compagno; verosimilmente per incoraggiarlo a dare il massimo sforzo.
Questa forma di cameratismo e forse in alcuni casi di fratellanza “del ferro” genera spesso una cacofonia estremamente sgradevole che eccheggia per tutta la palestra, spogliatoi compresi.
Secondo alcuni studi recenti la tonalità e la durata del verso potrebbero indicare una forma di primitiva gerarchia sociale all’ interno di questa “casta di atleti”.
In ogni caso gli studiosi sembrano confermare che contrariamente a qualunque altra forma di vita animale del pianeta, in nessuno caso può essere scambiato per un richiamo amoroso, tanto più che di solito genera l’ effetto opposto.
La seconda caratteristica degna di menzione è gli atleti del pascolo sono tenuti, da un rigido codice di comportamento degno del Bushido, a gettare o meglio lanciare pesi e bilancieri in terra alla fine di ogni serie allo scopo di generare il massimo sferragliante clangore metallico. Maggiore è il rumore sì ottenuto, maggiore sarà la stima e il rispetto che si genererà all’ interno del gruppo.
Da questi due elementi è facile identificare la loro presenza all’ interno di ogni palestra, l’ insieme di muggiti e clangori darà l’ impressione di trovarsi in montagna su un verde prato pieno di quei simpatici quadrupedi marroni che di solito si limitano a brucare l’ erba e che in genere meritano molto più rispetto.
Al pascolo per l’ appunto!
STORIE DI FERRO E SUDORE : LA MICROFAUNA DELLA PALESTRA. PARTE_3 : I RAGAZZI DEL BIBERON
Posted by stefano on novembre 17th, 2011 filed in STORIE DELLA PALESTRAComment now »
I ragazzi del biberon costituiscono usualmente un gruppetto piuttosto compatto in ogni palestra. Sono di solito tutti piuttosto giovani, di età compresa fra i 20 e i 30anni, vivaci e particolarmente rumorosi.
Armamentario tipico dei “ragazzi” sono degli enormi borsoni contenenti una maglietta, un paio di pantaloncini, 12 tipologie differenti di doccia schiuma, 6 accappatoi variopinti, e una batteria di bombolotti , dai colori vivaci, comprendenti scritte del tipo, BURN IT, DESTROY YOUR FAT, EXTRA POWER, BODY SUPER SLIM, MUSCLE EXPLOSION e via dicendo.
Nello spogliatoio questo branco fa mucchio compatto, disquisendo , con l’ eloquio altisonante tipico di un professore di biologia e chimica molecolare, di diete, Integratori e delle cosiddette, famose “ Bombe”, ovvero pozioni e intrugli , per lo più di origine casarecce della cui formula si credono i soli depositari.
I profani al culto del biberon tendono ad identificare il contenuto di queste pozioni col termine vulgare “frullato di carote” ( perché le carote si frullano , giusto ?!? ) dato che può avere si svariati colori e densità, dall’ azzurro paraflù al al verde Pino Silvestre, ma in generale, nella sua forma più comune, è di caratteristico color arancio giallognolo, color carota appunto, da cui il nome.
Una volta iniziato all’ interno del culto, il nuovo adepto del biberon deve obbligatoriamente cimentarsi con la prova definitiva alla quale viene chiamato dal suo nuovo credo, ovvero la creazione di una sua versione, personalizzata, dell’ invincibile pozione di forza erculea.
Chiunque quindi desideri inserirsi in questa nuova setta moderna, deve dare prova di avere una vastissima conoscenza di effetti termochimici del corpo umano, di reazioni biochimiche.
Ma è nel centro dell’ arena gladatoria , o meglio della sala pesi, che i nostri intrepidi eroi del muscolo e artisti della bio-massa, danno il meglio di se stessi ; difatti è possibile osservarli e soprattutto udirli allenarsi, tra urla di incitamento reciproco e muggiti degni di un pascolo montano ( o di una casa a ore in certi casi ).
Si potrebbe pensare che questa cacofonia sia totalmente priva di scopo, in realtà ha una sua funzione evolutiva estremamente radicata; a livello biologico corrisponde all’ equivalente animale del prendersi a cornate ( alci ) o fare la ruota (tipico dei pavoni ) allo scopo di mostrare al branco chi è il maschio alfa.( Cioè quello che muggisce o garrisce più forte ).
Indubbiamente la “via del biberon” possiede tutte le caratteristiche che piacciono all’ uomo moderno, ovvero consente di ottenere risultati strepitosi in tempi assolutamente ridicoli, ( per un comune essere umano intendo ) e facendo relativamente poca fatica.
Naturalmente tali risultati sono quasi esclusivamente estetici, dato che le fibre muscolari, in tempi così brevi non hanno il tempo di moltiplicarsi, ma si limitano ad aumentare di volume tramite un meccanismo simile alla ritenzione idrica.
Questo da luogo ad una forma muscolare che sembra si quella di Ken il guerriero, ma con la forza effettiva reale dell’ omino Michelin.
Naturalmente, come tutti i successi ottenuti senza sforzo, anch’ esso è effimero e di breve durata, difatti bastano poche settimane, in alcuni casi anche una sola, magari di ferie, ad azzerare completamente gli effetti dell’ “assiduo allenamento”.
Particolarmente divertente è notarli andare al mare come spartani e vederli tornare dopo una settimana come copertoni bucati….
Simpatico ( per chi non ne fa uso ovviamente ) effetto collaterale del dell’ uso assiduo del biberon ( o frullato di carote se volete ), risulta essere particolarmente evidente, soprattutto in spiaggia.
Difatti il corpo umano in generale, e il fegato nello specifico, non sono in grado di smaltire per lungo tempo il pesante carico delle scorie del “frullato di carote “ ; esso è troppo potente proprio per poter essere così efficace e per questo potete osservare la schiena e le spalle di questi sedicenti adepti ricoprirsi di bugni e brufoli , come fossero appena adolescenti, nonostante abbiano più di vent’ anni.
Questi potranno negare l’ evidenza finchè vogliono o addurre assurde allergie ( tipo al burro d’ arachidi, alla cioccolata, alle farine animali ) , ma il biberon marchia sistematicamente i suoi adepti in questo modo, senza eccezione.
Ma noi continuiamo a interessarci pure SOLO di letterine, sardine, festine, grandi fratelli, goalini, TAV-olini….
Posted by stefano on ottobre 28th, 2011 filed in PensieriComment now »
ESTRATTO DIRETTAMENTE DA UN ARTICOLO DI REPUBBLICA CHE RIPORTO FEDELMENTE, E CHE TRATTANDOSI DI UN ARGOMENTO SERIO, E’ PASSATO COMPLETAMENTE INOSSERVATO E INASCOLTATO.
GIA’ MOLTO MEGLIO PREOCCUPARSI DEGLI INVITI AI PROSSIMI FESTINI IN SARDEGNA O DI CHI HA SEGNATO DOMENICA…
Brevetti, patate e broccoli come auto di lusso
Le mani delle multinazionali sui prodotti agricoli
Le grandi aziende internazionali si stanno garantendo l’esclusiva su molti alimenti. Chi vorrà coltivarli sarà costretto a pagare una royalty. Con un effetto inevitabile: l’aumento dei costi per produttori e consumatori
Descrizione: Brevetti, patate e broccoli come auto di lusso Le mani delle multinazionali sui prodotti agricoliBERLINO – Pomodori, patate, broccoli, ogni altro alimento. Oggi li comprate al negozio, al mercatino sotto casa, al supermarket. Dovrete sempre continuare a farlo per nutrirvi, ovviamente, ma in un futuro prossimo potrà costare più caro a voi consumatori e ancor più caro ai produttori, perché le grandi multinazionali dell’agroalimentare brevettano all’Epo (European patents office, ufficio europeo dei brevetti, sede Monaco di Baviera) queste produzioni, e quindi in sostanza se ne assicurano l’esclusiva. Contro questa pratica, incompatibile con normative e leggi della stessa Ue, si terrà domani alle 11 a Monaco una manifestazione internazionale.
Il brevetto per strappare al resto del mondo l’esclusiva della patata, del pomodoro, del broccolo, della bistecca, secondo le associazioni di difesa della natura e della materia vivente come Equivita in Italia, è ormai una strategia portata avanti a carte scoperte da multinazionali come Monsanto, Dupont, Syngenta, Bayer, Basf solo per citare alcune tra le più potenti. Domani appunto l’Ufficio europeo dei brevetti annullerà il ricorso contro il brevetto sul broccolo (EP10698199), e in quel giorno è convocata la manifestazione davanti alla sua sede nella capitale bavarese. Poi seguirà il brevetto sul pomodoro (EP1211926). In altre parole, per spiegare tutto ai profani: chi vorrà coltivare pomodori dovrà pagare ogni anno al detentore del brevetto, cioè a una multinazionale, una royalty, un diritto di brevetto.
Cioè coltivare broccoli o pomodori, materia vivente e patrimonio alimentare comune dell’umanità, verrà equiparato a produrre una bella Bmw o Mercedes, cioè ovviamente diritto esclusivo del produttore d’auto, e dei suoi team di ingegneri, ricercatori e operai che hanno sviluppato l’auto messa poi in vendita.
Un pomodoro o un broccolo come un’auto di lusso, ti saluto consumatore e cittadino. La produzione indipendente di verdure di cui l’umanità si nutre da millenni verrà quasi equiparata all’attività di chi, come le industrie cinesi controllate dal sistema totalitario al potere a Pechino, produce e vende copie spudorate di auto, treni ad alta velocità o aerei i cui originali sono stati costosamente studiati, elaborati, sperimentati e prodotti nel mondo libero, dall’Europa al Nord America, dal Giappone alla Corea del Sud.
Conseguenza: agricoltori e allevatori, soprattutto nel terzo mondo ma anche da noi in Europa, rischieranno di andare in rovina, e molti di loro ci andranno davvero, mentre non andranno in rovina le industrie di proprietà del partito-Stato cinese che copiano i prodotti originali dell’industria europea, giapponese, nordamericana, sudcoreana. Paradossale ma rischiamo proprio questo. E i consumatori pagheranno il conto col carovita, quindi peggio che comprare una copia cinese a buon mercato di un prodotto europeo. Le decisioni dell’Epo, notano le organizzazioni di difesa della natura e della materia vivente, contraddicono l’articolo 53b della convenzione europea dei brevetti e l’articolo 4 della direttiva europea sulla brevettabilità del vivente.
Sembra linguaggio ostico da addetti ai lavori, ma tradotto in pratica significa che le multinazionali non avranno più solo in mano i brevetti esclusivi del cibo transgenico, bensì anche del cibo tout court. E’ una strada strisciante verso la cancellazione della sovranità alimentare degli Stati e delle economie e la privatizzazione della materia vivente. Se brevetti il broccolo o il pomodoro, detto in soldoni, l’agricoltore ovunque nel mondo dovrà pagarti ogni anno i diritti, con pesanti conseguenze per la sua sopravvivenza economica e per il prezzo al consumo. Come ha detto Kerstin Lanje di Misereor, “in tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame è semplicemente immorale far crescere i prezzi degli alimenti creando monopoli dei brevetti”.
di ANDREA TARQUINI
E il maschio medio Testosteronico.
Posted by stefano on settembre 28th, 2011 filed in PensieriComment now »

Il maschio medio testosteronico è una creatura estremamente comune, lo si può incontrare in ogni habitat più o meno artificiale, come palestre, bar, uffici, e ristoranti.
Probabilmente lo avrete incontrato spesso e avrete sicuramente avuto il “raro” piacere di godere della sua compagnia.
Di aspetto medio, stazza e altezza media, si aggira come un predatore tra discussioni e convitti pronto a far valere la sua superiore esperienza nel campo. Quale vi chiederete?; bè citatene uno a caso,ecco quello, sicuramente almeno quello !!!
Data la sua innata capacità di mimesi nell’ ambiente urbano e suburbano, raramente può essere identificato durante i suoi “rari” silensi, ma quando apre bocca, ecco diventa impossibile da non riconoscere.
Difatti il maschio medio testosteronico è caratterizzato da un’ unica sorprendente capacità che lo contraddistingue in maniera inequivocabile: ovvero di qualunque argomento voi parliate, che sia la visione di un film o di fare free climbing sulla parete nord del Rock Dome negli States, ( per la cronaca non l’ ha mai scalata nessuno fino ad ora in “libera” ), Lui l’ ha già fatto prima, meglio e in minor tempo di voi, e se possibile, anche spendendo meno.
Questa creatura, il cui alone leggendario, è pari solo a quello delle incredibili “cazzate ” che racconta, è particolarmente amato come intrattenitore, in special modo dalle fanciulle, le quali pur non credendo ad una singola parola, trovano che se una storia non può essere vera, almeno che sia divertente.
Naturalmente il maschio medio testosteronico non si accorge minimamente di venire deriso, anzi, l’ immediata popolarità lo spinge su di giri tanto da farlo entrare in orbita, insieme ad Armstrong ( eh si lui era con il celebre astronauta durante l’ allunaggio ) , o se ci fosse stato, avrebbe perlomeno stampato la sua faccia sull’ eterno suolo lunare, altro che orma !
ForgeWorld : come crearsi un’ armatura
Posted by stefano on settembre 6th, 2011 filed in PensieriComment now »
come crearsi un’ armatura con quello che si ha in casa, ideale per feste in maschera, momenti di folklore o feste medioevali.
STORIE DI FERRO E SUDORE : LA MICROFAUNA DELLA PALESTRA parte 2: LO SQUADRONE AVVOLTOI
Posted by stefano on febbraio 17th, 2011 filed in STORIE DELLA PALESTRAComment now »
Lo Squadrone avvoltoi costituisce un altro elemento immancabile di ogni palestra.
In genere è costituito da un branco di “atleti” piuttosto eterogeneo, variabile per età, forma atletica, peso, e professione.
In genere questo “branco” comprende il saggio asociale che sa tutto di tutto ma non batte chiodo, il giovane squalo, promessa di una continuazione della tradizione, Il primo falco, titolo onorifico che viene attribuito a chi di volta in volta è più rapido nell’ abbrancare la preda, e per finire il più temibile di tutti, l’ avvoltoio supremo, colui che sa tutto di TUTTE, dai fidanzatini delle medie, al tipo di scarpe portato, che conosce e ha sconti e prevendite in tutti i locali e negozi.
Come è facile intuire questi ragazzi, ad alcuni dei quali potremmo aggiungere “di una volta” , sono sempre in caccia, pronti a intortare e sedurre qualunque creatura di sesso femminile percorra gli oscuri meandri della sala pesi. La sala corsi è ovviamente preclusa per costoro, giacchè o la ritengono un’ attività da donne o le signorine istruttrici provvedono a mantenerli alla larga, con minacce più o meno velate.
Quando non ci sono “femmine” ( il termine è volutamente usato per far capire la mentalità di costoro) abbordabili, lo squadrone si ritira in circoli assolutamente elitari, dove fondamentalmente si parla solo di diete , avventure più o meno immaginarie con ragazze ( di solito di fantasia ), e dove saltuariamente , si svolge la gara di addominali allo specchio ( di cui parlerò successivamente ).
Inevitabilmente quindi, in quei luoghi dove le ragazze scarseggiano, risultano facili prede delle senatrici più manipolatrici di cui costituiranno il principale fan’s club.
Ma il meglio di se questi simpatici ragazzi lo danno quando arrivano le nuove inscritte; dapprima si raccolgono attorno all’ avvoltoio leader per avere un aggiornamento d’ informazioni completo e preciso, poi sciamano verso la preda come api attirate dal miele, in rispettoso ordine gerarchico ovviamente.
STORIE DI FERRO E SUDORE : LA MICROFAUNA DELLA PALESTRA. PARTE 1 : LE SENATRICI
Posted by stefano on gennaio 25th, 2011 filed in STORIE DELLA PALESTRA1 Comment »
Le senatrici sono uno dei collanti principali di ogni palestra.
Si definiscono tali tutte quelle “simpatiche ragazze di una volta” che frequentano la stessa palestra da almeno 10-15 anni, in particolar modo la sala pesi.
Facilmente riconoscibili, solitamente sono donne in splendida forma, estremamente atletiche, abbronzatissime in qualunque stagione dell’ anno.
Sono individuabili rispetto alle occasionali avventrici, in quanto sono continuamente circondate da uno stuolo di cortigiani, giullari, adulatori, comici e intrattenitori, tutti rigorosamente palestratissimi e depilatissimi; i quali, pur tentando da anni un assalto senza speranza, non demorderanno mai, e perseverano stoicamente nel loro progetto di conquista, dedicando alle suddette moltissimo tempo ed energie (anzichè allenarsi ).
Le senatrici più consumate, allo scopo di aumentare e mantenere il proprio seguito, si sono specializzate in ogni forma di intrattenimento mediatico, gossip, moda, tendenze, arrivando perfino, nel caso delle più esperte, a padroneggiare una certa conoscenza di formazioni calcistiche, consentendo loro di rimanere al sempre centro dell’ attenzione, di cui verosimilmente si nutrono, dato che a sentir loro mangiano al massimo, uno yogurt (magro) al giorno.
Singolare è il rituale di accoppiamento della senatrice,la quale pur essendo per natura estremamente territoriale, infatti, essa evita con precisione chirurgica la fauna locale, consumando le proprie attenzioni amorose durante i periodi migratori stagionali, e mai con individui che possano anche solo occasionalmente presentarsi pubblicamente nella loro città, in modo da evitare potenziali disaffezionamenti da parte del branco.
Curiosamente, pur essendo dotate di sensi straordinariamente sviluppati all’ interno delle mura della palestra, tanto da udire, con le cuffie nelle orecchie, i pettegolezzi dell’ appartamento dall’ altro lato della strada, e individuare l’ abbigliamento delle nuove arrivate, prima che queste entrino nello spogliatoio, queste “affascinanti creature” sembrano perdere le loro incredibili capacità in ambienti esterni, diventando “stranamente sorde” ai richiami e verosimilmente affette “da miopia specialistica acuta ”, verso gli stessi “maschi” dell’ habitat palestrifero.
ogni risultato è dato dall’ 1% di genio e 99% di duro lavoro…
Posted by stefano on novembre 30th, 2010 filed in PensieriComment now »
Generi minori e idiozie maggiori
Posted by stefano on settembre 19th, 2010 filed in Libreggiando ..qua e là., Pensieri3 Comments »
Per alcuni motivi che sfuggono ai più alcuni generi letterari sono considerati minori, ovvero di minore importanza.
Ma cosa si intende per importanza? Importanza per cosa? Per chi?
Per esempio supponiamo che parliate di letteratura con una persona di una certa cultura, diciamo, tanto per metterci comodi, una laureata/o in lettere o in psicologia. Ad un certo punto la discussione cade su libri letti e gusti e voi nella vostra semplicità affermate che siete appassionati di fantascienza.
Nove volte su dieci , l’ interlocutrice vi guarda con un sorrisetto di derisione/ superiorità esclamando < Ah mi dispiace ma quella “roba” non la leggo, non mi interessa, non è realistica>.
Per quanto possiate sforzarvi di mostrarvi appassionati e cerchiate di spiegare i vostri interessi sarete già bollati come sciocchi. Nove volte su dieci. Non è una brutta percentuale…forse.
Eppure prendiamo qualche classico di fantascienza e facciamo qualche associazione semplice semplice.
Scelgo a caso dalla mia “povera libreria”; Fahrenheit 451 di R. Bradbury: chi leggendolo no penserebbe all’ analogia con la tv spazatura dei giorni nostri, il bombardamento di assurdi reality in tv che coinvolgono le persone, le notizie sempre più spogliate di qualunque concetto, rese solo immagini e spettacolarità, la politica da gossip, la coscienza generale sospinta oggi giorno sempre più verso gli aspetti meno importanti e più frivoli di ogni soggetto.
O ancora le visioni ecodistruttive di Dick, nel celeberrimo Blade Runner, un mondo dove la natura, gli animali nel libro, non esistono più ma ci sono solo replicanti meccanici.
La società connessa in rete, le relazioni sociale umane trasportate nel mondo virtuale, furono già predette da Gibson nel Negromante e in altri romanzi e racconti.
E potrei Andare avanti per ore a fare esempi di uomini che, col loro genio creativo videro e previdero l’ evoluzione futura e ci misero in guardia da essa, dalla strada che stava imboccando la società all’ epoca; parliamo degli anni settanta e ottanta, non dell’ età della pietra.
Eppure a parte un ristretto gruppo di persone, ristretto in termini globali intendo, tutto questo è stato etichettato e bollato come “favole e sciocchezze” e buttato in pasto ai cani.
Chi legge Fantascienza è uno sciocco, un sognatore, uno che non ha i piedi per terra, questo ci hanno propinato, e ancora fanno. Se siete persone colte e intelligenti NON potete leggere questa “roba”.
AHAHAHAHHAHA…………Ma per favore !!!!



































