L’università degli Jedi…
Posted by stefano on maggio 27th, 2009 filed in PensieriComment now »
la Queen’s University di Belfast proponde dei corsi che usano le tecniche dei Cavalieri Jedi per insegnare agli studenti come migliorare le tecniche di comunicazione.
Il primo corso di tecniche Jedi del Regno Unito è cominciato a Novembre, presso la Queen’s University di Belfast, e si propone di attrarre i fan di Guerre Stellari e di invogliarli allo studio mediante tecniche di apprendimento aperto.
Secondo il materiale pubblicitario il corso “Usa la forza: Come addestrarsi alla maniera degli Jedi”, insegna le “tecniche psicologiche del mondo reale dietro ai trucchi mentali degli Jedi”.
Il corso si propone di “esaminare ampiamente i concetti dell’universo di Guerre Stellari“, come equilibrio, destino, dualismo, paternità e autoritarismo.
Per seguire il corso non sono richiesti prerequisiti e il depliant informa che “le spade laser non sono fornite”.
Il docente del corso Allen Baird, ha dichiarato che spera che il suo approccio possa invogliare i giovani studenti all’apprendimento aperto (open learnig), un tipo di approccio formativo costituito da sistemi flessibili, che integrano momenti di autoapprendimento con incontri seminariali. Lo studente accede alla formazione sulla base delle sue esigenze, decidendo come, quando e per quanto tempo accedere alle risorse formative messe a disposizione.
Baird precisa che il corso “non riguarda solo i film di Star Wars, ma concerne anche i concetti sociologici e politici contenuti nei film.”
“È come se gli Scout utilizzassero Il libro della giungla di Rudyard Kipling come libro di testo. Questo non significa che si debba credere che le storie di Guerre Stellari siano reali, ma che possano essere usate come ausilio didattico. L’intento è quello di utilizzare un’icona della cultura popolare per invogliare gli studenti”.
Il costo del corso è di circa 23 sterline a seminario giornaliero. Il Dr Baird pensa che possano essere interessati circa 30-40 studenti al giorno.
Ricordiamo che l’anno scorso è stata fondata la prima chiesa degli Jedi, ad Anglesea, in Galles.
Work work work
Posted by stefano on maggio 4th, 2009 filed in Pensieri2 Comments »
Spesso le persone mi chiedono che lavoro faccio, e io rispondo che sono ingegnere.
La risposta in sé e per sé è perfetta in quanto dice niente e tutto, lasciando alla fantasia dell’ interlocutore la possibilità di immaginare ciò che realmente faccio.
Bè per una volta tanto voglio andare oltre e mostrarvi ciò che effettivamente creo col mio lavoro.
Ovviamente sono solo poche immagini e non è che una piccola parte di quello di cui mi occupo, comunque accontentatevi.
NUCLEARE E IPOCRISIA
Posted by stefano on marzo 8th, 2009 filed in Pensieri1 Comment »

Negli ultimi giorni, ascoltando i telegiornali, è spesso passata la notizia dell’ intenzione dell’ Italia di tornare ad investire sull’ energia nucleare.
L’ energia nucleare, allo stadio attuale della tecnologia umana, è la fonte economicamente più conveniente esistente al mondo, e questo è un dato di fatto imprescindibile.
Dopo il tristemente famoso “incidente” di Chernobyl, che incidente non fu come è noto, in Italia fu fatto un referendum per rinunciare al nucleare.
Al di là delle considerazioni sul fatto che il referendum sia stato promosso in un momento tragico in cui l’ opinione pubblica era fortemente influenzata, l’ Italia decise di fare a meno del nucleare.
Questo naturalmente solo di nome e non di fatto.
E’ noto infatti che l’ Italia, per soddisfare le ingenti richieste di energia elettrica della popolazione, acquista energia prodotta col nucleare dai paesi esteri, che hanno le centrali sul confine con l’ Italia.
E questa è la prima ipocrisia del popolo italiano; se avesse voluto realmente rinunciare al nucleare il popolo italiano avrebbe dovuto rinunciarvi in modo sistemico evitando di acquistarlo dai paesi limitrofi; qualora questo avesse significato rimanere senza energia elettrica per alcune ore al giorno, avrebbe dovuto accettare le conseguenze della propria scelta con aperto orgoglio affrontando gli evidenti disagi che ne sarebbero derivati. Invece, proprio come un bambino viziato, l’ Italia ha solo ipocritamente rinunciato al nucleare senza tuttavia rinunciare alle comodità che offre.
Tuttavia un referendum è la più alta espressione di democrazia, anche se viziato da propaganda faziosa o avvenimenti unici, ha comunque valore universale e non può essere contestato.
Detto questo penso che a mio avviso, visto che una nuova generazione è passata, sarebbe doveroso da parte del popolo richiedere un nuovo referendum per confermare o annullare l’ esito del precedente.
Nuove voci sono sorte e hanno gli stessi diritti delle vecchie di esprimere la propria opinione.
Prima di passare a ciò è opportuno analizzare la situazione in modo razionale.
In primo luogo sussiste il problema della locazione delle centrali; è quantomeno che, energia o no, tutti ne siano assurdamente spaventati, data l’ incredibile pericolosità, e che nessuno le vorrebbe vicino a casa.
In questo però l’ esempio dei paesi stranieri ci può venire in aiuto, semplicemente piazzando le centrali ai confini con gli altri paesi specularmene alle loro.
Non dico questo perchè non abito in quelle zone, ma semplicemente basandomi sulla logica che, qualora ci fosse un incidente, non basterebbero mille chilometri a salvarci, e chi abita in queste zone già convive col nucleare da tutta la vita; venti chilometri oltre il confine o meno non cambierebbero nulla né nel caso che vada tutto bene né nell’ altro. Ma è solo un’ idea e se nepuò parlare.
Veniamo al secondo problema principale quello delle scorie radioattive: è vero sono un grosso problema, tuttavia la gente dimentica che solo gli ospedali in Italia, per TAC e radiografie, produco all’ anno centinaia di tonnellate di scorie radioattive: visto che in Italia tutti sono contarri ad avere una discarica radioattiva, per quanto sicura e controllata sia, queste sorie vengono staccate in container speciali e dislocati un po’ ovunque in tutto il paese. Naturalmente, anche questi speciali contenitori funzionano bene finchè sono nuovi, ma abbandonati a se stessi un po’ in ogni dove, non è certo possibile monitorarli e fronteggiare eventuali eventuali problemi.
Quindi attenti a giocare vicino ai cassonetti!
La seconda grande ipocrisia è che gli italiano preferiscono nascondere il problema e fare finta di non averlo piuttosto che averlo davanti e cercarne una soluzione; creando, in futuro, un problema molto più grande.
Veniamo ad un altro scottante argomento, le energie alternative rinnovabili.
Chi è contrario al nucleare afferma che non ha senso investirci sopra visto che gli altri paesi hanno cambiato rotta investendo sull’ energie rinnovabili, in particolare quella del vento.
Questo è verissimo, per carità, solo che queste persone dimenticano che i paesi stranieri possono permettersi di investire, in perdita, denaro sulle energie alternative, grazie al semplice fatto che usano i soldi che noi gli diamo in cambio dell’ energia elettrica prodotta col nucleare.
L’ Italia non può permetterselo in quanto spende tali soldi per comprare energia necessaria a soddisfare le sue esigenze giornaliere.
A chi non mi vuole credere, ricordo che ho personalmente lavorato in passato alla realizzazione di impiantistica e componentistica necessaria al funzionamento delle pale eolichee le conosco abbastanza bene da sapere che hanno costi iniziali molto elevati e rendimenti bassissimi.E questo si traduce in costi elevati, che negli altri paesi vengono sostenuti dai governi coi soldi, lo ricordo, guadagnati dal nucleare.
Vi starebbe bene pagare una bolletta della luce dieci volte più alta ?? Forse si ma ne dubito visto il numero di evasori fiscali in Italia.
In Italia esistono diverse zone in cui sono stati impiantati mulini a vento, che producono una potenza di circa 3000 MW;niente male, ma il potenziale italiano di sfruttamento del vento, secondo gli esperti sarebbe di circa 16000 MW, cinque volte superiore.
Ebbene cari i miei sostenitori della wind energy, è giusto che sappiate che ci sono migliaia di ambientalisti, idioti e ipocriti, che ogni giorni si battono per abbattere questi impianti di produzione di energia pulita, perché deturpano il paesaggio.
Dunque che fare?? Nucleare no perché inquina, vento no perché è brutto! Allora evitiamo di avere la luce elettrica ! E’ no cari miei, i bambini viziati vogliono tutto senza pagare niente.
IPOCRITI………… IPOCRITI……… IPOCRITI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
1° tentativo di scrittura creativa….
Posted by stefano on febbraio 15th, 2009 filed in Libreggiando ..qua e là.Comment now »
Un nuovo arrivo.
Era stata una giornata calda e afosa anche se ormai, a settembre oramai inoltrato l’ estate poteva dirsi conclusa.
Il treno, uno sferragliante regionale, sporco e rumoroso, arrancava per l’ ultimo tratto del suo tragitto verso Venezia, mentre una voce anonima, all’ altoparlante annunciava l’ arrivo del treno alla stazione centrale di Mestre con venticinque minuti di ritardo.
L’ aria all’ interno del treno, era afosa e viziata nonostante l’ impianto di condizionamento, da poco installato per legge su tutti i treni statali, ma nonostante ciò all’ interno l’ atmosfera era ricca di vita, dal vociare di giovani studenti universitari che si recavano nella città più bella e originale al mondo per affondare nuovi esami universitari, al cicaleccìo di tutti coloro che parlando, a voce o tramite cellulari, di sentimenti, avventure , intenzioni e sogni, partecipavano ad animare infinite discussioni.
In fondo al treno, nell’ ultimo vagone regnava per contrasto un calma surreale, poche persone avvolte in un silenzio quasi altrettanto vivo, perse nei loro pensieri, osservavano come ciechi il paesaggio, come incendiato da un tramonto infuocato, passare dalle dolci e fertili atmosfere rurali della campagna padana al cupo e grigio aspetto delle zone fortemente industrializzate nei pressi del porto commerciale di Mestre.
Un uomo occupava, solo, l’ ultimo sedile in fondo; sedeva composto e in silenzio, come a voler dimostrare, seppur in modo primitivo e inconscio, che per quel che lo riguardava il suo posto, così come il mondo che lo circondava fossero un qualcosa per lui completamente irrilevante.
Ad un qualunque osservatore casuale, che avesse rivolto lo sguardo verso lui , si sarebbe manifestata una curiosa sensazione, un‘ immagine stranamente malinconica , come di speranze deluse o di risa soffocate nel silenzio.
La figura emanava un magnetismo quasi mistico , tale da attirare sguardi curiosi e occhiate sfuggenti, ma la cui espressione severa e indifferente intimavano, con forza ancora maggiore, il desiderio di un assoluto isolamento e il disprezzo per una qualunque forma di contatto umano.
Improvvisamente, simile allo stridio di mille corvi, un sibilo acuto, generato dal passaggio ad un binario secondario, lacerò l’aria avvisando i viaggiatori pochi istanti prima dell’ impersonale voce dell’ altoparlante, l’ arrivo del treno alla stazione termini di Mestre.
Come un tuono, rombante e improvviso fa levare in cielo centinaia di volatili, così la percezione del termine del lungo e noioso viaggio accrebbe a dismisura il vociare all’ interno dei vagoni. Decine di persone, uomini d’ affari, famiglie con bambini al seguito, studenti, uomini e donne di ogni estrazione sociale si levarono come un solo uomo, felici di poter uscire da quell’ anonima gabbia di lamiera sferragliante e si riversò fuori dai vagoni, in preda ad un’ euforia quasi isterica, pervasa dalla sensazione che il tempo, quasi bloccato all’ interno del treno durante l’ interminabile viaggio, avesse ripreso a scorrere a tutta velocità come se volesse riprendersi quanto aveva inconsapevolmente ceduto.
Infine quando oramai la tempesta umana aveva esaurito la sua furia, un ultimo uomo scese … stivali di cuoio marrone, consunti da mille viaggi posero piede sulla banchina del binario, percorrendo con movenze decise, ma senza alcuna fretta, la distanza che li separava dal terminal esterno.
Le labbra sottili si arricciarono in un sorriso, quasi di scherno verso se stesso, quando l’ uomo si accese l’ ennesima di una lunga, quasi interminabile serie di marlboro. Il tabacco, finemente compresso e tostato nello zucchero si accese con un crepitio di vita propria, mentre il fumo fuoriusciva dalla prima boccata con una voluta quasi sensuale di danza nel vento.
La superficie specchiata dei Rayban rifletteva un cielo oramai buio, mentre il sole dolcemente declinava annunciando il sopraggiungere di un’ altra notte.
La stazione ferroviaria di giorno così ricca di vita, da parere dotata anch’ essa di un propria volontà, era avvolta nel silenzio della sera, l’ aria greve e afosa, carica di elettricità statica, sembrava quasi attendere un qualche evento che desse un significato ad una giornata altrimenti non dissimile a tante altre che erano passate, e alle innumerevoli che ne sarebbero seguite.
La banchina per l’ attesa e il transito dei viaggiatori era oramai avvolta nella penombra, mentre i neon, opachi di sporcizia, iniziavano ad emettere un tenue bagliore giallastro , rinnovando la loro eterna lotta contro le tenebre.
Mentre l’ uomo proseguiva il suo cammino verso la propria meta, sempre che gli fosse nota, una figura, verosimilmente femminile, irruppe nel suo campo visivo, fuoriuscendo con un unico movimento fluido dalle ombre delle colonne marmoree della copertura. La donna si mosse decisa verso di lui come un predatore sanguinario che avesse puntato la propria futura cena, fissando con occhi di un grigio glaciale l’ uomo che costituiva il motivo della sua attesa in quello squallido luogo.
Ealinor, questo era il nome che si era scelta alla maggiore età, indossava alti stivaletti di pelle, jeans aderenti le fasciavano le gambe e, sopra una semplice maglietta di un rosso sgargiante risaltava un giubbotto scuro in stile “bikers”; era una donna attraente e sebbene ormai prossima alla quarantina, trasmetteva la sensazione di possedere una perfetta padronanza di sé, uno stile impeccabile e una presenza carismatica, che molte ragazzine, seppur più giovani e belle, avrebbero invidiato con tutto il cuore. Il karate e lo yoga , che praticava fin dalla fanciullezza con passione e disciplina, ne avevano modellato il fisico mantenendolo tonico e snello seppur addolcito, nelle curve, dalla morbida sensualità tipica di una donna matura.
<< Immagino che lei sia “padre Dom…” >> lo apostrofò la donna piazzandosi , con aria autorevole di fronte all’ uomo; << la stavo aspettando già da qualche tempo; secondo le miei disposizioni sarebbe dovuto arrivare più di tre ore fa…..>>
<< Mi spiace contraddirla signora >> accennò in risposta con un’ accento solo vagamente ispanico << ma non credo di essere l’ uomo che sta cercando , se ha bisogno di un prete dovrebbe recarsi in una chiesa, mi risulta che qui in Italia non manchino.>>
L’ uomo gettò , con irritazione , il mozzicone fra i binari e fece per proseguire lungo il suo cammino scostando con indifferenza la donna, così come si agita una mano per scacciare un insetto fastidioso.
Non appena l’ uomo fece per oltrepassarla, Ealinor, stressata dal caldo della giornata, irritata dalla lunga attesa, e offesa dal tono sarcastico dell’ uomo, fu colta da un freddo furore, si girò di scatto facendo perno sul piede sinistro, piegò il busto di lato per aggiungere peso sulla gamba flessa e scagliò, in perfetto stile di combattimento, un calcio rotante diretto alla schiena di quell’ arrogante presuntuoso. Solo che il corpo dell’ uomo non era più nella stessa posizione, come presagendo un ‘ intenzione violenta si scansò agilmente con un’ abile gioco di gambe, facendo perno sul piede destro ruotò su se stesso e si slanciò all’ indietro arrivando di fianco al suo aggressore bloccandole entrambe le braccia con una leva a gomito.
<< Allora signora >> il sarcasmo nella voce era pungente , << non mi sembra che questo paese rimembri la tradizionale ospitalità per cui va famoso….>>
<<Posso sapere cosa cerca da me e da questo sedicente“ padre Dom…” ??? >> disse stingendo la leva fino a far sussultare la donna.
<<Mi lasci, ah , e risponderò alle sue domande…..>> rispose lei con un gemito di dolore …..e immediatamente fu libera dalla morsa d’ acciaio che la bloccava.
Subitaneamente la donna si voltò con una luce omicida nello sguardo, poi lentamente , come le nubi temporalesche oscurano il sole, i suoi lampeggianti occhi cristallini divennero opachi e parve recuperare un certo dominio esteriore.
<< Il mio vero nome è Eleonora Regnanti ma lei può chiamarmi Ealinor, stavo aspettando codesto “prete”, per consegnargli una lettera da parte di un suo vecchio maestro, Monsignor Juan Corriga, il quale mi ha chiesto espressamente di consegnarla a lui e solamente a lui.
<< Spiacente signora, ma l’ uomo che cerca non credo esista più ; in effetti io sono Dominic ma non sono più “padre” da molti anni , ho abbandonato la chiesa e maledetto dio e qualunque “missione” debba affidarmi il vecchio Juan non credo di poterlo aiutare .>>
Dicendo queste parole Dominic si sfilò gli occhiali scuri , rivelando due occhi castano dorati di un’ intensità che raramente si trovano in uomini di indole pacifica; il suo sguardo parlava con eloquenza di una continua lotta interiore , e di una volontà ferrea che anelava una pace che però poteva essere conquistata solo a carissimo prezzo.
<< Questo ha ben poca importanza per me , >> rispose lei << se lei è chi dice di essere devo solo consegnare il messaggio, ed eventualmente farle da guida se così deciderà , altrimenti me ne andrò per la mia strada e non ci rivedremo più.>> e così dicendo gli consegnò una lettera e si allontanò di diversi passi , andando a sedersi su una fredda panchina di granito.
La superficie fredda la rilassò e , nell’ attesa di conoscere il prosequio di quella strana storia si mise a scrutare le molteplici scritte che decoravano e deturpavano quel luogo pubblico ; grida d’ amore , di scherno e di odio erano impresse sulle colonne e sulle panchine , ovunque ci fosse una superficie libera , questa era stata imbrattata di variopinti messaggi , da una moltitudini di animi inquieti , desiderosi di imprimere nella fredda pietra la testimonianza dello loro patetica esistenza.
Scribacchini all’ assalto.
Posted by stefano on gennaio 29th, 2009 filed in Libreggiando ..qua e là.Comment now »
Tutti coloro che sono appassionati di lettura credo, prima o poi, hanno provato il desiderio di cimentarsi nello scrivere qualcosa di proprio. O perchè si sono appassionati ad un certo tipo di letteratura, oppure perchè, leggendo libri spesso mediocri, me comunque di successo, pensate ad esempio alle collane Harmony, hanno pensato, “cavoli ma una “roba” del genere sono capace anch’ io di scriverla”!
Ebbene tempo fa ho preso la decisione di cimentarmi io stesso in qualcosa di simile; naturalmente mi rendo perfettamente conto che, avendo perseguito in un coso di studi scientifico, le mie conoscenze sono tuttaltro che sufficienti a permettermii di fare qualcosa di simile.
Tuttavia dicono che a volte la passione fa miracoli, e questa certo non mi manca, così come non mi manca il desiderio e la volgia di cimentarmi in nuove sfide.
Scrivere anche poche pagine non è impresa da poco, ma servono assolutamente a nulla se restano confinate in un cassetto, così ho deciso di “buttarle” in questo calderone di idee che DEVE essere il mio blog.
Spesso si tratta di bozzetti, inizi di storie, o ancora parti buttate qua e là alla rinfusa, comunque sia pubblicherò un pò alla volta tutto quello che faccio.Probabilemnte nessuno li leggerà ma se a qualcuno venisse voglia di farci uno o due commenti o critiche saranno sempre bene accetti purchè sinceri. Vi prego solo di ricordare che sono più che altro esperimenti creativi e non hanno la pretesa di avere una vera storia.
quindi fuoco alle polveri e buona fortuna agli audaci !
La moda del Vampiro caramellato !
Posted by stefano on gennaio 18th, 2009 filed in PensieriComment now »

Ok lo ammetto sono un fan dei vampiri, nella loro accezione più antica e nobile.
Queste creature leggendarie, parto delle fantasie più brillanti e alienate di diversi scrittori, hanno, e non solo per me, un fascino tutto particolare.
Quindi dovrei essere oltremodo felice del fatto che, oltre che al cinema e nel mondo editoriale, queste creature fantastiche abbiamo raggiunto livelli di notorietà mai visti prima.
Tuttavia tutto questo mi inspira solo un certo disgusto.
Vampiri sentimentali, vampiri nobili di cuore, vampiri caramellati, oramai qualunque storia va bene per scrivere un libro purchè ci sia di mezzo un vampiro, che tale non è!
Tralasciando l’ ultimo nato della serie cinematografica, ovvero Twilight, la cui mediocre storia è quasi irritante, fate un salto in libreria; troverete nel settore destinato al fantasy, decine di libri sui vampiri, tutte storie recentissime e tutte, allo stesso modo, raccontano di vampiri, alienandoli talmente tanto dalla loro natura originale, che se fossero tutt’altro non si stupirebbe più nessuno.
La moda e un’ orda di patetici scribacchini hanno distrutto l’ ennesimo “mostro sacro” dell’ immaginario fantastico.
Il prossimo oso solo immaginare sarà forse REX il Licantropo poliziotto, oppure lo zoo dei draghi, e ancora l’ isola dei non morti famosi, il basilisco miope,…..sotto chi tocca!
Mac Giver o semplice carta stagnola ??
Posted by stefano on dicembre 29th, 2008 filed in PensieriComment now »
STORIA Nr.1.
Dato che a casa mia non ho la linea telefonica fissa, tempo fa ho comprato un modem esterno della TRE per potermi connettere ad internet.
Secondo la pubblicità la connessione poteva variare fino ad un massimo di 7.2 Mb/sec, cosa che, essendo fisiologicamente scettico, non consideravo neanche lontanamente vera; tuttavia avevo speranze che la connessione fosse discretamente veloce.
Potete immaginare la mia delusione, quando, connesso il modem al PC la velocità di connessione raggiungeva a malapena i 20b/sec. (difatti i muri esterni di casa mia sono spesi 52cm, manco fosse un bunker.)
Preso dalla disperazione ho pensato di buttare via tutto; poi tanto per provare, qualche giorno dopo ho usato un prolunghino USB di 30cm ipotizzando possibili disturbi elettromagnetici del segnale dovuti alla vicinanza del PC. Incredibile ma la connessione è schizzata a 200b/sec, 10 volte meglio!
A questo punto, trovato l’ inghippo ho comprato un cavo USB di 3 metri, ed è migliorata ancora arrivando a 400/500 b/sec.
Tuttavia anche nei momenti il segnale è sempre un po’ altalenante quindi non ero ancora del tutto soddisfatto.
L’ altro giorno girovagando alla Comet per regali , ho visto un’ antenna wireless da piazzare in casa per migliorare il segnale televisivo e ho pensato che potesse funzionare, però costava un tot euri e così, prima di procedere ho aspettato. Mi è poi venuto in mente un amico che riusciva, durante le pause tra una lezione e l’ altra all’ università, a scollegare le televisioni a circuito chiuso della sala sulle palafitte e a farci vedere Dragon Ball usando come antenna la carta stagnola del suo panino.
Così ho fatto una prova, ho avvolto il modem nella stagnola e voilà il segnale, oltre a migliorare ancora è pure diventato più stabile
STORIA Nr.2.
Una noiosa e torrida serata estiva senza impegni particolari, steso sul letto al buio cercando relax e sollievo dalla giornata davvero estenuante, davanti a me lo spettro di una notte forse insonne ( mi capita raramente solo quando fa troppo caldo).
Improvvisamente squilla il cell e un amico mi propone di andare ad una festa in “maschera”. Solo che erano già le dieci di sera e la festa cominciava a mezzanotte. Quindi che fare?
Ho dato un occhio al tema della festa, Sogno di una notte di mezz’estate di W. Shakespeare. Umh facile facile vero? Direi che il tema non era certo semplice, fate, elfi leprecauni, fauni….
Secondo voi è possibile modellare una corona con le corna e degli artigli con solo della carta stagnola in meno di un’ ora ???

Non so se la pubblicità dice che serve ad altro perché praticamente non guardo la TV però secondo me potrebbero aggiungere dell’ altro.
I have a dream…only one??
Posted by stefano on dicembre 7th, 2008 filed in PensieriComment now »
E’ tradizione comune alla fine di ogni anno fare un bilancio di ciò che si è fatto, soprattutto di quello che non si è riusciti a fare o che non è venuto come si voleva; penso che come per me anche molti altri coltivino quest’ abitudine.
I cosiddetti buoni propositi, che siano per la mattina dopo o l’ anno successivo conta poco, che ci siano è inevitabile, e che restino SOLO propositi è spesso una profezia.
Personalmente coltivo miriadi di buoni propositi, ( e spesso me li scrivo anche nel fedele Moleskine), così per vedere se alla fine della storia, avrò fatti passi in avanti oppure no nel percorso che è la vita.
Alcuni si, altri no è questa l’ unica risposta che posso dare, almeno che valga per me.
Tuttavia la mente non smette mai di sognare, il cuore di desiderare e così ogni giorno che passa i vecchi desideri lasciano il posto ai nuovi, in un ciclo di continua fine e rinascita.
Non ho mai fatto progetti a lungo tempo nella mia vita, mi piace l’ idea stessa di essere adattabile alle necessità e alle circostanze, il senso di libertà che mi concede, tuttavia questo comporta anche una certa impossibilità a realizzare diverse IDEE importanti, perché richiedono tempo, passione e lungimiranza.
Quindi che fare? Rinunciare al mio stile di vita per un qualcosa (forse) di migliore oppure continuare a custodire la mia “libertà” come se fosse il bene più prezioso ???
Scelte, sempre scelte, maledette scelte… ogni giorno ogni ora imperversano nella nostra vita lasciando sempre solchi e segni.
E comunque anche non scegliere è una scelta e quindi ….

Design o De.sigh !
Posted by stefano on novembre 23rd, 2008 filed in PensieriComment now »
Lo ammetto tranquillamente, fin da quando ho sfogliato le prime riviste automobilistiche, sono sempre stato un ammiratore del design, automobilistico in primis e generale poi.
Tuttavia negli ultimi anni, intensificando i miei rapporti con più o meno esperti designer, mi sono trovato sempre più spesso in disaccordo.
A questo punto viene naturale chiedersi qual è lo scopo degli studi di design.
Sarebbe estremamente facile ad esempio collegare il design al commercio; siccome ciò che vende è ciò che piace, è logico e razionale concludere che uno degli obiettivi sia dare una forma “esteticamente piacevole” a oggetti di uso comune, dal frullatore che sembra un “transformer” all’ aggraziata linea di un’ automobile.
Ma è tutto qui ??? Una semplice ricerca del bello ? Oppure c’è qualcos’altro mi chiedo?
Parlando e discutendo spesso con alcuni accreditati esponenti del settore, di certo molto più esperti e aggiornati di me, è sorta una specie di corrente di pensiero che vede il design come una forma d’ arte fine a se stessa, e non come un valore aggiunto ad un qualsivoglia oggetto “utile”.
Quindi se il design viene innalzato a forma d’ arte, come la pittura ad esempio, allora si può fare di tutto, tanto è arte!
A parer mio, ( non dirò modesto, perché onestamente parlando la modestia non è mai stata una mia qualità e chi mi conosce bene lo sa), è qui che sono cominciati i veri problemi.
Parafrasando un concetto oramai noto, ma temo estremamente sottovalutato, a causa dei pregiudizi dell’ ambiente in cui ha trovato notorietà, << da grandi poteri, derivano grandi responsabilità ! >>
La trovate una citazione inappropriata? Io credo che calzi a pennello!
Ebbene si, il design è stato elevato a forma d’ arte, è oggetto di studio da parte di migliaia di esperti, ed è soprattutto in continua evoluzione, e questo mi sta benissimo, anzi come dicevo pocanzi, sono un ammiratore del design! Purtroppo sono anche un estimatore del buon gusto!
Finché si fa dell’ arte fine a se stessa mi sta benissimo qualunque cosa, ma siamo sinceri, la situazione è oramai talmente inflazionata, che studi di design sono passati ben oltre la fase onirica per sprofondare in un abisso in cui, pur di trovare fama, gloria, un’ idea vincente, alcuni di questi designer non esitano a inventarsi qualunque cosa e a propinarcela.
Avete mai sentito la frase << ..questo è Design !!!>> ( si gli ho messo la maiuscola volontariamente!). Sembra quasi un’ etichetta dietro cui si può nascondere qualunque cosa.
Ma siamo matti ! Se volete fare dell’ arte, se vi credete dei novelli Giotto, Picasso, Rembrandt, va bene fate pure, ma per favore abbiate la decenza di non propinarcela in qualunque salsa!
Perdonatemi se sono solo un povero Ingegnere, ( si gli ho messo la maiuscola volontariamente!), ma un frullatore è un frullatore non un’ astronave a tre cazzi….(Opsss, mi è scappato, vabbè licenza poetica).
Una recente discussione avvenuta con uno dei migliori designer che conosco:

ESPERTO DESIGNER :
Il prof di storia dell’arte dell’ISIA ci spiego che quando l’arte,
oggigiorno, prende spunto dalla natura con motivi zoomorfi o fitoorfi,
di solito si è in un periodo di crisi o di stagnamento…
I futuristi, che vivevano in un periodo fertile cercavano d’esprimere
attraverso l’arte, la poesia, il teatro, l’architettra DINAMISMO.>>
IL PARERE INGEGNERISTICO:
personalmente non ci trovo nulla di male a prendere spunto dalla natura, ciò
che è stato creato e modellato in milioni di anni di evoluzione naturale,
con chissà quali e quanto tentativi a vuoto, non può essere considerato
insignificante.
Naturalmente può essere rivisto in maniera moderna ma senza aver la pretesa
di ritenersi tanto superiori da non aver bisogno di guardare nulla.>>
Gran Finale :
< quindi se per i designer una cosa è obsoleta o scopiazzata a me piace…..
bè è un processo di crescita anche questo.>>
Sabbie Mobili…
Posted by stefano on novembre 9th, 2008 filed in Pensieri2 Comments »

Avete mai avuto l’ impressione che più vi muoviate, più vi sbattiate per ottenere risultati, più questi sembrino irridervi, sfuggendovi di volta in volta per futili motivi?
Certo la vita oggigiorno è sempre più frenetica, e correre dalla mattina alla sera è diventata quasi una normalità, ma non è a questo che mi riferisco.
Supponiamo per esempio, che siate nella condizione di sapere cosa vi manca per essere felici (almeno un po’); una situazione tutto sommato abbastanza positiva in quanto presumibilmente la maggior parte delle persone nemmeno sanno cosa vogliono!
Bè siete a metà del cammino, avete un obiettivo e quindi non vi resta che cercare di realizzando. Cominciate a studiare idee, pianificare mosse, prendere iniziative, insomma iniziate a darvi da fare seriamente, sacrificando il vostro tempo libero, le ore di sonno, tutto quello che serve pur di ottenere l’ agognato risultato.
E poi quando siete convinti di stare facendo dei progressi, ecco che un qualunque incidente di percorso vi fa ritornare alla situazione di partenza.
<< Va bene >> vi ripetete, se fosse facile non ci sarebbe gusto, o non avrebbe tanta importanza per voi e quindi ricominciate da capo, magari provando in altri modi, sfruttando gli errori passati.
E poi di nuovo al punto di partenza….
Ora ci sono due possibilità, rinunciare e cercare qualcos’ altro oppure insistere fiduciosi che, prima o poi qualcosa cambierà…. E invece non cambierà nulla…mai!
Per quante volte cadrete per altrettante vi rialzerete, con rinnovato entusiasmo, convinti in voi stessi che prima o poi la pura forza di volontà sarà sufficiente a raggiungere l’ obiettivo, e quindi di conseguenza la felicità.
E poi magari se siete particolarmente sfigati, magari qualcuno, ma non voi, otterrà ciò che voi tanto desiderate, magari senza alcuno sforzo, senza neanche impegnarsi più di tanto.
E finalmente vi lascerete andare, smetterete di lottare maledicendo la sfortuna, l’ ingiustizia, il gatto del vicino che miagola tutta la notte…..e affonderete dolcemente nelle sabbie mobili.