Dopo il 5-5-5 e la bizona, Lo Sciame…
Posted by stefano on febbraio 5th, 2010 filed in PensieriComment now »
Tutti ricordano il famoso film con lino Banfi, l’ allenatore nel pallone, dove il leggendario allenatore rivelazione, Oronzo Canà, rivelava il segreto della sua famosa tattica di gioco, la bizona.
Chi di noi ha mai giocato a pallone nei pulcini, oppure gli è capitato di assistere ad una partita di calcio di bambini, avrà notato come un nugolo di giocatori, uno sciame per l’ appunto , di entrambe le squadre seguano costantemente la palla indipendentemente dalla direzione che essa prende.
Questo modo di giocare, privo di schemi, di strategia, di logica, è per l’ appunto tipico delle squadre di bambini che vanno dai 7 ai 10 anni; e per loro va bene così.
Ora immaginate una giornata di lavoro di esperti professionisti che lavorano da anni in un’ azienda italiana manifatturiera o metalmeccanica.
Chiunque, a buonsenso, potrebbe raffigurarsi una serie di persone, esperte (fanno quel lavoro da anni) che lavorano in sinergia e affiatamento allo scopo di ottenere la massima redditività per l’ azienda e quindi per se stessi.
Ebbene niente di più sbagliato.
Noi ( e dico noi perchè vivo queste realtà ogni giorno) siamo come lo sciame: un capo o capetto chiede o si inventa di risolvere urgentemente un problema più o meno reale o futuro; tutti corrono per risolverlo e, poche ore dopo averlo (teoricamente ) risolto quell’ urgentissimo problema viene dimenticato e sostituito da qualcos’altro ancora più necessario, spesso diametralmente opposto o estraneo al primo .
E così via,caso dopo caso, includendo sogni di figli di padroni aziendali, seghe mentali di dirigenti, curiosità di clienti, interpretate alla stregua di ordini veri e propri; rimbalzando da una cosa all’ altra senza soluzione di continuità, e soprattutto senza concludere, spesso per mancanza di un fabbisogno reale, altre volte per deficienza di tempo, assolutamente nulla di quanto richiesto.
Questo è il nostro lavoro in Italia nella maggior parte delle industrie, questo è lo sciame !

Bloggers vs social networker
Posted by stefano on gennaio 29th, 2010 filed in PensieriComment now »
Ultimamente un sacco di blog sono stati abbandonati a se stessi a causa dei socil network, tipo facebook o twitter.
Certo il social network consente di raggiungere un numero più elevato di persone e di condividere maggiormente i propri pensieri, anche poco importanti, tuttavia è un peccato, è proprio un peccato.
I blog sono certamente qualcosa di più difficile da “pubblicizzare” e spesso vengono usati solo se si ha qualcosa di veramente interessante da dire, quindi sono di uso molto più saltuario.
Tuttavia ritengo che abbiamo in loro un qualcosa che manca alle pagine personalizzate di facebook o altro.
Sono pieni dei nostri pensieri, sono ciò che abbiamo sempre voluto gridare al mondo, sono quella voce interiore dentro di noi che finalmente esce allo scoperto.
Non è importante se gli altri la leggono o ascoltano, è importante, per noi che scriviamo, che continui a uscire fuori, perchè scendo, ci fa riflettere, ci fa pensare, finalmente arriva all’ attenzione, se non degli altri almeno della nostra.
Se non ascoltiamo noi stessi le nostre voci interiori chi lo farà?
Continuiamo a scrivere ……………..
IRRAZIONALITA’ CREATIVA
Posted by stefano on dicembre 28th, 2009 filed in Libreggiando ..qua e là.Comment now »
Quante volte vi siete seduti alla scrivania, davanti ad un foglio bianco, o al pc, pensando a voi stessi come ad uno scrittore, in grado di scrivere uno di quei romanzi che tanto vi hanno appassionato alla lettura, pensando intensamente che anche voi potreste farlo, se solo lo voleste.
Vi sedete e vi immaginate famosi , di successo, immaginate di vedervi scrivere centinaia di pagine, storie ricche di cultura, passione. Sentimenti, avventure.
Vi sedete e zac, l’ immagine nella vostra testa si forma e si crea, vedete la vostra scrivania, la vostra stanza, decine di oggetti ai quali siete affettuosamente legati, che vi osservano mentre scavate dentro di voi alla ricerca di qualcosa di bello da scrivere, una forma letteraria elegante e fruibile, parole che scivolano via dall’ anima e giungono direttamente sulla pagina bianca, perfette, eterne come le vostre sensazioni.
Bè se qualcuno ci riesce,magari non al primo colpo ma almeno al secondo o terzo, evidentemente ha talento, moltissimo talento.
In realtà, sono pochissimi quelli che hanno questo dono, ed è giusto così giacchè, se fosse facile, il mestiere dello scrittore non avrebbe tutto il fascino che invece ha e merita.
La pagina bianca, questa fantastica soglia, piena di promesse di sogni, di infinite possibilità, questo muro ahimè per moltissimi, invalicabile più della più alta montagna, infrangibile come fosse fatto del materiale più duro e resistente dell’ universo.
Guardate questo oggetto semplicissimo, comunissimo, direi di tutti i giorni ed improvvisamente vi spaventa neanche guardaste un mare in tempesta, uno tsunami, per usare un termine moderno e d’ attualità.
E come il mare in tempesta mosso da venti di immane forza migliaia di idee sgorgano dalla vostra testa, immagini, scene frammentate, spezzettate, di quello che vedete, che vorreste descrivere, di cui vorreste tanto parlare fino a farvi venire la voce roca.
Iniziate di slancio a scrivere una, due tre parole, un paio di frasi e poi …più niente.
Ma come vi dite, nella vostra testa è tutto così chiaro, ricco di colori di dettagli, ma sulla pagina, mentre la rileggete, vi sembra l’ ombra della banalità più assoluta.
Aggiungete altri due periodi, forse una mezza paginetta, in preda al furore dello scrittore, che saprete un giorno potrete diventare, poi ….poi rileggete stanchi quello che avete fatto e cancellate tutto, sapendo che potreste dirlo meglio, con altre parole, più belle più efficaci.
E così, ancora e ancora, ricominciate volta dopo volta fino ad arrivare a tre, quattro, cinque pagine e poi più nulla.
Tutti i manuali di scrittura dicono, scavate dentro voi stessi, guardatevi dentro, cercate la vostra anima; ma che cazzo vuol dire qualcuno ce lo vuole spiegare?
La creatività, quella con la C maiuscola, ce l’ abbiamo tutti, tutti la proviamo almeno qualche volta nella vita quindi.
Quindi.
Quindi.
Viaggiare sotto il pelo della coscienza, non troppo in profondità, perché, quando si scende molto, le cose si fanno oscure e buie, ed è difficile vedere con chiarezza, e ci sono cose la sotto che forse è meglio non disseppellire, non riportare alla superficie.
Non sopra di esso, poiché lì vi è l’ io cosciente, la razionalità che tanto si addice ai logici e matematici pensatori, ma che non si accorda bene con l’arte dello scrivere.
Giusto nel mezzo, proprio sul livello dove si dividono.
Avete presente quando andate in piscina con gli occhialetti e nuotate, ogni volta che riemergete, per un attimo passate sul livello dell’ acqua, per un attimo siete sul pelo, e lì solo lì, per una frazione di secondo vedete la barriera, la linea di demarcazione fra sopra e sotto, per un attimo siete in due mondi diversi contemporaneamente.
Lì io credo stia la storia che io, come tutti coloro che hanno queste velleità vogliamo raccontare.
Ma è difficile restare lì, è come camminare sul filo di lana, un attimo di indecisione, una distrazione e bam, siamo fuori , sopra o sotto che sia.
Espressioni…
Posted by stefano on novembre 23rd, 2009 filed in PensieriComment now »

La principale peculiarità dell’ essere umano, quello che veramente lo distingue da tutte le altre creature è l’ innata capacità di imparare; quando nasciamo, non siamo in grado di fare nulla, poi impariamo prima a gattonare, poi a camminare, parlare e infine diventiamo autosufficienti e in grado di sopravvivere da soli.
Ora mi domando, quanto di noi finita l’ età scolastica e dopo aver iniziato a lavorare si prefiggono ancora di cimentarsi in nuove discipline e imparare” nuove conoscenze?
Certo una volta esaurita la cosiddetta necessità, vengono a mancare gli stimoli e forse il tempo da dedicare alla lettura e magari allo studio.
E’ normale essere stanchi alla sera dopo una giornata di lavoro, e aver voglia solo di rilassarsi e magari divertirsi un pò. Non c’ è nulla di male in ciò, tuttavia, nell’ infinito mare delle conoscenze che la civiltà umana ha prodotto ci sono migliaia di cose interessanti per chiunque indipendentemente dai gusti, pareri opinioni….
Negli ultimi anni mi sono interessato un pò, così tanto per curiosità, al cosiddetto linguaggio corporeo.
Ho cominciato con un libretto illustrato, poi pian piano, mi sono appassionato scoprendo un mondo nuovo e incredibile; incredibile nel senso che quasi non riesco a capacitarmi di quante cose prima, durante una semplice conversazione, mi sfuggivano, lasciando magari una sensazione e nulla più.
Approfittando di un interessante telefilm che trasmettono in tv, LIE TO ME, mi si è riacceso l’ entusiasmo per tutto ciò, e ultimamente ho iniziato a fare caso a tutta una serie di comportamenti che si notano durante una conversazione.
Credetemi, io sono solo un principiante, ma devo dire che le prime impressioni sono veramente incredibili.
E se qualcuno è riuscito a imparare tutto ciò abbastanza da scriverci dei libri non vedo perché per me o chiunque altro debba essere impossibile imparare altrettanto.
Pensate solo a quanti fraintendimenti e litigi si potrebbero risparmiare capendosi meglio.
Bè a me questo interessa e lo voglio, voglio imparare.
C’era una volta…
Posted by stefano on settembre 28th, 2009 filed in Giochi2 Comments »

ho comprato un giochino nuovo, alla prima occasione vi racconterò comè, intanto eccovi la recnsione di uno dei migliori siti ludici: LA TANA DEL GOBLIN
Descrizione
Once Upon a Time è un gioco decisamente atipico, in quanto al termine della partita in genere non ci sarà un vero e proprio vincitore, o almeno non è questo lo scopo principale. Si tratta infatti di un gioco di narrazione, più idoneo a passare il tempo che non a confrontarsi con gli avversari, l’obiettivo è quello di raccontare una storia, usando gli elementi a propria disposizione, facendo in modo che la storia sia coerente, divertente e porti al lieto fine.
All’inizio del gioco ognuno avrà una carta “Lieto Fine” che rappresenta la conclusione a cui dovrebbe cercare di portare il racconto, più una serie di altre carte rappresentanti luoghi, situazioni, oggetti e personaggi che dovranno comparire nella storia. Un giocatore inizierà a raccontare la storia utilizzando le carte che ha in mano e scartandole via via che esse vengono utilizzate, costruendo di fantasia tutto ciò che è la storia fra una carta e l’altra; durante la narrazione, qualunque altro giocatore può intervenire prendendo il controllo della narrazione, grazie alle carte che ha in mano, e proseguire a sua volta cercando di pilotare la trama verso il proprio finale. Quando il narratore non sa più come andare avanti, esita per un tempo troppo lungo o viene interrotto da un nuovo narratore, prende una carta dal mazzo degli elementi della storia. Il gioco termina quando un narratore, esaurendo le carte in mano, riuscirà plausibilmente a concludere la storia con il finale che ha ricevuto all’inizio.
Pregi
Il gioco è molto bello e scorre abbastanza fluidamente riuscendo nell’intento di creare delle nuove favole mai sentite prima, a volte un po’ strane, altre volte degne della miglior tradizione narrativa dei nostri ricordi fanciulleschi. E’ sicuramente divertente, le carte sono ben realizzate ed ha l’indiscutibile pregio di risolvere facilmente una serata con troppi amici per fare altro , o con la presenza di persone che non amano giochi particolarmente complessi e strategici.
A-Team…papparappa pa pa
Posted by stefano on settembre 15th, 2009 filed in PensieriComment now »
Come costruire un antenna viene ampiamente spiegato in altri siti tra cui Napoli Wireless, ma se vi interessa semplicemente potenziare il segnale costruendo uno specchio riflettente allora vi basta veramente poco. Facendo la spesa l’ altro giorno ho avuto l’ illuminazione…sapevo che la carta stagnola era un ottimo materiale, tuttavia risultava difficile tenerla tesa, in quanto le grinze creano disturbi nel segnale riflesso, facendo perdere quasi tutto il vantaggio del riflettore.
allora…..guardate ……
Work work work 2 :
Posted by stefano on luglio 13th, 2009 filed in PensieriComment now »
ATTREZZATURA DI PERFORAZIONE O CANNONE A ONDE MOVENTI?
Continua il meraviglioso viaggio nel mondo dell’ altissima ingegneria.
Idolatrate gente, idolatrate.
L’università degli Jedi…
Posted by stefano on maggio 27th, 2009 filed in PensieriComment now »
la Queen’s University di Belfast proponde dei corsi che usano le tecniche dei Cavalieri Jedi per insegnare agli studenti come migliorare le tecniche di comunicazione.
Il primo corso di tecniche Jedi del Regno Unito è cominciato a Novembre, presso la Queen’s University di Belfast, e si propone di attrarre i fan di Guerre Stellari e di invogliarli allo studio mediante tecniche di apprendimento aperto.
Secondo il materiale pubblicitario il corso “Usa la forza: Come addestrarsi alla maniera degli Jedi”, insegna le “tecniche psicologiche del mondo reale dietro ai trucchi mentali degli Jedi”.
Il corso si propone di “esaminare ampiamente i concetti dell’universo di Guerre Stellari“, come equilibrio, destino, dualismo, paternità e autoritarismo.
Per seguire il corso non sono richiesti prerequisiti e il depliant informa che “le spade laser non sono fornite”.
Il docente del corso Allen Baird, ha dichiarato che spera che il suo approccio possa invogliare i giovani studenti all’apprendimento aperto (open learnig), un tipo di approccio formativo costituito da sistemi flessibili, che integrano momenti di autoapprendimento con incontri seminariali. Lo studente accede alla formazione sulla base delle sue esigenze, decidendo come, quando e per quanto tempo accedere alle risorse formative messe a disposizione.
Baird precisa che il corso “non riguarda solo i film di Star Wars, ma concerne anche i concetti sociologici e politici contenuti nei film.”
“È come se gli Scout utilizzassero Il libro della giungla di Rudyard Kipling come libro di testo. Questo non significa che si debba credere che le storie di Guerre Stellari siano reali, ma che possano essere usate come ausilio didattico. L’intento è quello di utilizzare un’icona della cultura popolare per invogliare gli studenti”.
Il costo del corso è di circa 23 sterline a seminario giornaliero. Il Dr Baird pensa che possano essere interessati circa 30-40 studenti al giorno.
Ricordiamo che l’anno scorso è stata fondata la prima chiesa degli Jedi, ad Anglesea, in Galles.
Work work work
Posted by stefano on maggio 4th, 2009 filed in Pensieri3 Comments »
Spesso le persone mi chiedono che lavoro faccio, e io rispondo che sono ingegnere.
La risposta in sé e per sé è perfetta in quanto dice niente e tutto, lasciando alla fantasia dell’ interlocutore la possibilità di immaginare ciò che realmente faccio.
Bè per una volta tanto voglio andare oltre e mostrarvi ciò che effettivamente creo col mio lavoro.
Ovviamente sono solo poche immagini e non è che una piccola parte di quello di cui mi occupo, comunque accontentatevi.
NUCLEARE E IPOCRISIA
Posted by stefano on marzo 8th, 2009 filed in Pensieri1 Comment »

Negli ultimi giorni, ascoltando i telegiornali, è spesso passata la notizia dell’ intenzione dell’ Italia di tornare ad investire sull’ energia nucleare.
L’ energia nucleare, allo stadio attuale della tecnologia umana, è la fonte economicamente più conveniente esistente al mondo, e questo è un dato di fatto imprescindibile.
Dopo il tristemente famoso “incidente” di Chernobyl, che incidente non fu come è noto, in Italia fu fatto un referendum per rinunciare al nucleare.
Al di là delle considerazioni sul fatto che il referendum sia stato promosso in un momento tragico in cui l’ opinione pubblica era fortemente influenzata, l’ Italia decise di fare a meno del nucleare.
Questo naturalmente solo di nome e non di fatto.
E’ noto infatti che l’ Italia, per soddisfare le ingenti richieste di energia elettrica della popolazione, acquista energia prodotta col nucleare dai paesi esteri, che hanno le centrali sul confine con l’ Italia.
E questa è la prima ipocrisia del popolo italiano; se avesse voluto realmente rinunciare al nucleare il popolo italiano avrebbe dovuto rinunciarvi in modo sistemico evitando di acquistarlo dai paesi limitrofi; qualora questo avesse significato rimanere senza energia elettrica per alcune ore al giorno, avrebbe dovuto accettare le conseguenze della propria scelta con aperto orgoglio affrontando gli evidenti disagi che ne sarebbero derivati. Invece, proprio come un bambino viziato, l’ Italia ha solo ipocritamente rinunciato al nucleare senza tuttavia rinunciare alle comodità che offre.
Tuttavia un referendum è la più alta espressione di democrazia, anche se viziato da propaganda faziosa o avvenimenti unici, ha comunque valore universale e non può essere contestato.
Detto questo penso che a mio avviso, visto che una nuova generazione è passata, sarebbe doveroso da parte del popolo richiedere un nuovo referendum per confermare o annullare l’ esito del precedente.
Nuove voci sono sorte e hanno gli stessi diritti delle vecchie di esprimere la propria opinione.
Prima di passare a ciò è opportuno analizzare la situazione in modo razionale.
In primo luogo sussiste il problema della locazione delle centrali; è quantomeno che, energia o no, tutti ne siano assurdamente spaventati, data l’ incredibile pericolosità, e che nessuno le vorrebbe vicino a casa.
In questo però l’ esempio dei paesi stranieri ci può venire in aiuto, semplicemente piazzando le centrali ai confini con gli altri paesi specularmene alle loro.
Non dico questo perchè non abito in quelle zone, ma semplicemente basandomi sulla logica che, qualora ci fosse un incidente, non basterebbero mille chilometri a salvarci, e chi abita in queste zone già convive col nucleare da tutta la vita; venti chilometri oltre il confine o meno non cambierebbero nulla né nel caso che vada tutto bene né nell’ altro. Ma è solo un’ idea e se nepuò parlare.
Veniamo al secondo problema principale quello delle scorie radioattive: è vero sono un grosso problema, tuttavia la gente dimentica che solo gli ospedali in Italia, per TAC e radiografie, produco all’ anno centinaia di tonnellate di scorie radioattive: visto che in Italia tutti sono contarri ad avere una discarica radioattiva, per quanto sicura e controllata sia, queste sorie vengono staccate in container speciali e dislocati un po’ ovunque in tutto il paese. Naturalmente, anche questi speciali contenitori funzionano bene finchè sono nuovi, ma abbandonati a se stessi un po’ in ogni dove, non è certo possibile monitorarli e fronteggiare eventuali eventuali problemi.
Quindi attenti a giocare vicino ai cassonetti!
La seconda grande ipocrisia è che gli italiano preferiscono nascondere il problema e fare finta di non averlo piuttosto che averlo davanti e cercarne una soluzione; creando, in futuro, un problema molto più grande.
Veniamo ad un altro scottante argomento, le energie alternative rinnovabili.
Chi è contrario al nucleare afferma che non ha senso investirci sopra visto che gli altri paesi hanno cambiato rotta investendo sull’ energie rinnovabili, in particolare quella del vento.
Questo è verissimo, per carità, solo che queste persone dimenticano che i paesi stranieri possono permettersi di investire, in perdita, denaro sulle energie alternative, grazie al semplice fatto che usano i soldi che noi gli diamo in cambio dell’ energia elettrica prodotta col nucleare.
L’ Italia non può permetterselo in quanto spende tali soldi per comprare energia necessaria a soddisfare le sue esigenze giornaliere.
A chi non mi vuole credere, ricordo che ho personalmente lavorato in passato alla realizzazione di impiantistica e componentistica necessaria al funzionamento delle pale eolichee le conosco abbastanza bene da sapere che hanno costi iniziali molto elevati e rendimenti bassissimi.E questo si traduce in costi elevati, che negli altri paesi vengono sostenuti dai governi coi soldi, lo ricordo, guadagnati dal nucleare.
Vi starebbe bene pagare una bolletta della luce dieci volte più alta ?? Forse si ma ne dubito visto il numero di evasori fiscali in Italia.
In Italia esistono diverse zone in cui sono stati impiantati mulini a vento, che producono una potenza di circa 3000 MW;niente male, ma il potenziale italiano di sfruttamento del vento, secondo gli esperti sarebbe di circa 16000 MW, cinque volte superiore.
Ebbene cari i miei sostenitori della wind energy, è giusto che sappiate che ci sono migliaia di ambientalisti, idioti e ipocriti, che ogni giorni si battono per abbattere questi impianti di produzione di energia pulita, perché deturpano il paesaggio.
Dunque che fare?? Nucleare no perché inquina, vento no perché è brutto! Allora evitiamo di avere la luce elettrica ! E’ no cari miei, i bambini viziati vogliono tutto senza pagare niente.
IPOCRITI………… IPOCRITI……… IPOCRITI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!







