La maledizione della RAI

Posted by stefano on Agosto 16th, 2008 filed in Pensieri


Onestamente provo una certa vergogna nel guardare i servizi che l’ emittente nazionale offre sulle olimpiadi.
Quella che rappresenta la massima espressione mondiale dello sport, che unisce tutte le nazioni del mondo in una manifestazione unica nel suo genere viene mostrata dalla nostra televisione in modo allucinante; servizi sconnessi, giornalisti incompetenti, che a mala pena conoscono le discipline che devono commentare, finali completamente trascurate, come se non esistessero, per il semplice motivo che non ci sono atleti italiani in gara.
Ci sono ragazzi che hanno passato la vita ad allenarsi per essere lì a giocarsi la medaglia olimpica, per raggiungere la vetta del mondo nella disciplina che hanno scelto, che sicuramente non regalerà loro i miliardi del calcio ma che amano profondamente; ma, per i nostri esimi e sedicenti giornalisti Rai, semplicemente non esistono, (non sono italiani quindi non contano!), non si pongono non solo il problema di non mostrare le finali, nemmeno in playback, ma neppure di nominarli come vincitori di medaglie.
No, a questi presunti “buffoni dello Sport”, che tanto si riempiono la bocca con parole di etica e sportività, piace mostrare solo atleti italiani, non solo nelle gare e qui ci può stare, ma parlare dei loro sentimenti, delle emozioni delle olimpiadi, della mamma a casa, dei fidanzatini o di cosa mangiano la sera a cena; e questo non come correlativo alle olimpiadi che sarebbe anche tollerabile, lo fanno al posto delle gare e delle finali che, secondo loro a noi non devono interessare!
Ma come si permettono!
Chi ama lo sport sa che non conosce limiti di frontiere,colori nazionalità.
Chi segue le olimpiadi vuole vedere gli atleti sfidarsi per le medaglie, capisco il campanilismo e l’ orgoglio nazionale di tifare per i nostri atleti ma ridurre l’ olimpiade solo visione della squadra italiana è negare il significato dello sport.
Ho assistito, con un senso di nausea, a servizi che, per mostrare un’ italiana in gare già fuori dal podio, cancellava una finale olimpica e poi, così tranquillamente facendo finta che non ci fosse mai stata, continuare con interviste sul gattino della nuotatrice o il tatuaggio della tiratrice senza neanche comunicare il risultato finale.
Per favore, qualcuno mandi a casa questa gente, non hanno capito nulla di cosè un’ olimpiade!
VOGLIAMO LO SPORT NON UNA TELENOVELA !


7 Responses to “La maledizione della RAI”

  1. Torakiki Says:

    Ste… ormai i programmi televisivi sono tutte reality tolk show… in cui l’importante è “fate odience e share”, i cui ideatori se ne fregano dei contenuti.
    Che dire della maggior parte dei telecronisti… marionette buttate lì solo per riempire spazi vuoti che altrimenti non saprebbero come mandare avanti il programmma… Gente che paghiamo per dirci due C*****e stratosferiche che pure un bambino all’asilo sa dire meglio, commenti su tutto e tutti ma non sulla disciplina che si sta seguendo….
    Se questo è il futuro………..

  2. stefano Says:

    il problema è che in questo caso il programma era già stato fatto molte volte, e sempre decorosamente.
    questa volta hanno voluto fare una porcheria…..!!

  3. STRADAioli Says:

    CORREGGO UNA COSETTA… sinceramente anche il nazionalismo ha avuto il tempo che trovava. Della medaglia d’oro di lotta se ne è sentito parlare poco, anche sulla Gazzetta, che solo il giorno dopo l’incontro di Andrea Minguzzi, Categoria 84 Kg,riportava ben poco, ma il 50% era occupato dall’immancabile calcio!!!
    ECCHEPPALLE!
    Propongo una partita a calcetto maciulo NAZIONALE ITALIANA VS PALESTRA LUCCHESI Faenza (una volta tanto il calcio sarebbe VERAMENTE interessante).

  4. stefano Says:

    si ma io voglio vedere le olimpiadi, di artioli sugli atleti incitori se ne posson0o o fare anche tra un mese, le olimpiadi no,finiscono! e le gare in differita non hanno lo stesso fascino.

  5. danieLina Says:

    “Quella che rappresenta la massima espressione mondiale dello sport, che unisce tutte le nazioni del mondo in una manifestazione unica nel suo genere” ; “etica e sportività”; ”
    Chi ama lo sport sa che non conosce limiti di frontiere,colori nazionalità.”

    Stefano, anch’io ho assistito, anche se molto, molto poco per il ribrezzo che mi saliva su, al pensero che tutte queste belle cose che scrivi si sono svolte in un paese che nemmeno merita la P maiuscola per come si comporta con il resto del mondo, senza arrivare agli ultimi episodi più gravi in Tibet.
    Non si sarebbe nemmeno mai dovuto proporre, fare le Olimpiadi in Cina.

    Hanno bluffato, sono stati indiscutibilmente sporchi, anche in sport dove la loro struttura fisica non permette molto hanno potuto eccellere.

    Le Olimpiadi.
    In Cina.
    Oggi.
    Io dico che non ci siamo più.

  6. stefano Says:

    la tua affermazione per quanto comprensibile e giusta non mi trova daccordo. è vero che la cina è un paese dove i diritti umani fondamentali vengono costantemente ignorati ma isolare un paese di miliardi di persone solo perchè non ci piace non è una risposta. Hanno fatto bene a concedere alla cina le olimpiadi ma hanno sbagliato i motivi. Anzichè cogliere l’ occasione (ghiotta) per portare la civiltà in un paese che l’ ha dimenticata da secoli, i nostri “signori” hanno optato per una complice connivenza in nome del dio denaro. La colpa di questo è nostra non cinese. Se loro sono così sta a noi cercare di cambiarli in meglio non sbattergli la porta in faccia perchè non ci piacciono! Boicottare le olimpiadi sarebbe stata una cosa patetica.

  7. danieLina Says:

    Dai, ma per piacere!!!
    Io non sto assolutamente isolando il paese più popoloso del mondo, tra l’altro io con i cinesi ci lavoro da anni, e ti posso dire che c’è cinese e cinese, anche se comunque, come filosofia di vita, siamo sempre lì.
    Non farmi arrivare a dire che è migliore la nostra, siamo popoli diversi, e va bene così.
    Io sostengo che non si doveva concedere che le Olimpiadi, proprio per tutti quei motivi pacifici di fondo che tu stesso hai scritto nel post, venissero celebrate in un paese che, ora come ora, le potesse ridurre solamente in un ammasso di ipocrisia.

    Cercare poi di cambiarli in meglio, ti dico già che nella mia umile e piccolissima esperienza ci ho provato. Non mi permetto di cambiarne la politica, non potrei mai farlo, ma fidati di me, i cinesi sono un popolo che vuole rimanere chiuso non solo nelle sue tradizioni -cosa che noi dovremmo imparare da loro- ma anche nelle loro cattive abitudini (e bada, non sono cattive solo per noi, perchè non fanno parte della nostra cultura, no: sono dannose anche per loro).

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