La sindrome della pagina bianca.

Posted by stefano on ottobre 29th, 2008 filed in Pensieri

E’ un diffusissimo handicap che colpisce in egual misura sia scrittori provetti che aspiranti tali.
E’ come un muro, smagliante di cangiante splendore, che racchiude in sé le infinite possibilità di espressione che la lingua consente.
La pagina bianca desidera, quasi supplica di essere riempita di parole, siano esse portatrici di verità, sogni, fantasie, o semplice cronaca.
Tuttavia la natura umana è costruita sulla necessità, istintiva, di focalizzarsi su un unico obiettivo alla volta, sia esso il prossimo pasto o impegno o quel che vi pare. L’ immensità dell’ infinito numero di possibilità che prospetta il bianco foglio è quasi troppo per poter essere concepito e racchiuso da una singola mente.
Lo sforzo di esprimere i propri pensieri per iscritto, come sa chiunque si sia cimentato con un qualche tipo di scrittura personale, è tuttaltro che semplice, e di sicuro non meno faticoso di un qualsivoglia lavoro fisico.
Provate a cercare di scrivere i vostri pensieri su un foglio, scommetto che vi verranno in mente almeno una ventina di modi differenti di cominciare, ma difficilmente riuscirete a scrivere di getto più di qualche riga.
La mente umana, priva di riferimenti fissi sul foglio bianco, vaga tra mille pensieri alla ricerca dello spunto necessario a cominciare.
Tuttavia non appena avete preso il ritmo di scrittura, dopo due o tre periodi, ecco che la mente elabora pensieri in modo sempre più veloce e spigliato, e le vostre parole, che sono sempre state lì, sulla pagina nascoste dal muro bianco, vengono fuori con una facilità disarmante.
Come è possibile spiegare questa estrema differenza tra due situazioni che differiscono solo per poche parole.
Onestamente non sono uno psicologo, né ho la pretesa di esserlo, e non conosco risposte a questa domanda, tuttavia esiste un modo estremamente semplice di aggirare questo ostacolo che pare così impegnativo.
Durante la stesura della tesi, dopo anni passati a scrivere numeri e formule matematiche, la cosa mi ha colpito con drammatica violenza.
Ho impiegato una settimana a scrivere la prima pagina.
Poi guardando la televisione, eh sì allora ancora guardavo film in tv, ho avuto una sorta di illuminazione e ho trovato un escamotage per sfuggire al mio personale “ blocco dello scrittor”.
Il trucco, come i più banali numeri di un giocoliere da strada è disarmante nella sua semplicità; se il problema è il candore della pagina, la sua assenza di punti di riferimento, basta eliminare questo enpasse.
Riempite una parte del foglio di frasi banali, sensate magari, ma assolutamente non inerenti a ciò che volete scrivere, tipo << adesso ho sonno>>, oppure << il pane biscottato a colazione è più buono col miele..>> ecc. Non ha importanza ciò che iniziate a scrivere, l’ importante è eliminare l’ esitazione iniziale, quella sensazione di sperduta impotenza che il foglio bianco trasmette.
Vedrete che poco dopo le parole usciranno copiose e i pensieri fluidi, e potrete scrivere tutto ciò che desiderate.
Forse è il segreto di Pulcinella ma personalmente per me funziona. TUTTORA !

Leave a Comment