IRRAZIONALITA’ CREATIVA
Posted by stefano on dicembre 28th, 2009 filed in Libreggiando ..qua e là.Quante volte vi siete seduti alla scrivania, davanti ad un foglio bianco, o al pc, pensando a voi stessi come ad uno scrittore, in grado di scrivere uno di quei romanzi che tanto vi hanno appassionato alla lettura, pensando intensamente che anche voi potreste farlo, se solo lo voleste.
Vi sedete e vi immaginate famosi , di successo, immaginate di vedervi scrivere centinaia di pagine, storie ricche di cultura, passione. Sentimenti, avventure.
Vi sedete e zac, l’ immagine nella vostra testa si forma e si crea, vedete la vostra scrivania, la vostra stanza, decine di oggetti ai quali siete affettuosamente legati, che vi osservano mentre scavate dentro di voi alla ricerca di qualcosa di bello da scrivere, una forma letteraria elegante e fruibile, parole che scivolano via dall’ anima e giungono direttamente sulla pagina bianca, perfette, eterne come le vostre sensazioni.
Bè se qualcuno ci riesce,magari non al primo colpo ma almeno al secondo o terzo, evidentemente ha talento, moltissimo talento.
In realtà, sono pochissimi quelli che hanno questo dono, ed è giusto così giacchè, se fosse facile, il mestiere dello scrittore non avrebbe tutto il fascino che invece ha e merita.
La pagina bianca, questa fantastica soglia, piena di promesse di sogni, di infinite possibilità, questo muro ahimè per moltissimi, invalicabile più della più alta montagna, infrangibile come fosse fatto del materiale più duro e resistente dell’ universo.
Guardate questo oggetto semplicissimo, comunissimo, direi di tutti i giorni ed improvvisamente vi spaventa neanche guardaste un mare in tempesta, uno tsunami, per usare un termine moderno e d’ attualità.
E come il mare in tempesta mosso da venti di immane forza migliaia di idee sgorgano dalla vostra testa, immagini, scene frammentate, spezzettate, di quello che vedete, che vorreste descrivere, di cui vorreste tanto parlare fino a farvi venire la voce roca.
Iniziate di slancio a scrivere una, due tre parole, un paio di frasi e poi …più niente.
Ma come vi dite, nella vostra testa è tutto così chiaro, ricco di colori di dettagli, ma sulla pagina, mentre la rileggete, vi sembra l’ ombra della banalità più assoluta.
Aggiungete altri due periodi, forse una mezza paginetta, in preda al furore dello scrittore, che saprete un giorno potrete diventare, poi ….poi rileggete stanchi quello che avete fatto e cancellate tutto, sapendo che potreste dirlo meglio, con altre parole, più belle più efficaci.
E così, ancora e ancora, ricominciate volta dopo volta fino ad arrivare a tre, quattro, cinque pagine e poi più nulla.
Tutti i manuali di scrittura dicono, scavate dentro voi stessi, guardatevi dentro, cercate la vostra anima; ma che cazzo vuol dire qualcuno ce lo vuole spiegare?
La creatività, quella con la C maiuscola, ce l’ abbiamo tutti, tutti la proviamo almeno qualche volta nella vita quindi.
Quindi.
Quindi.
Viaggiare sotto il pelo della coscienza, non troppo in profondità, perché, quando si scende molto, le cose si fanno oscure e buie, ed è difficile vedere con chiarezza, e ci sono cose la sotto che forse è meglio non disseppellire, non riportare alla superficie.
Non sopra di esso, poiché lì vi è l’ io cosciente, la razionalità che tanto si addice ai logici e matematici pensatori, ma che non si accorda bene con l’arte dello scrivere.
Giusto nel mezzo, proprio sul livello dove si dividono.
Avete presente quando andate in piscina con gli occhialetti e nuotate, ogni volta che riemergete, per un attimo passate sul livello dell’ acqua, per un attimo siete sul pelo, e lì solo lì, per una frazione di secondo vedete la barriera, la linea di demarcazione fra sopra e sotto, per un attimo siete in due mondi diversi contemporaneamente.
Lì io credo stia la storia che io, come tutti coloro che hanno queste velleità vogliamo raccontare.
Ma è difficile restare lì, è come camminare sul filo di lana, un attimo di indecisione, una distrazione e bam, siamo fuori , sopra o sotto che sia.
Leave a Comment