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	<title>A colpi d'ascia</title>
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	<description>il blog personale di Stefano Sportelli</description>
	<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:11:20 +0000</pubDate>
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		<title>Design o De.sigh !</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ammetto tranquillamente, fin da quando ho sfogliato le prime riviste automobilistiche, sono sempre stato un ammiratore del design, automobilistico in primis e generale poi.
Tuttavia negli ultimi anni, intensificando i miei rapporti con più o meno esperti designer, mi sono trovato sempre più spesso in disaccordo.
A questo punto viene naturale chiedersi qual è lo scopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto tranquillamente, fin da quando ho sfogliato le prime riviste automobilistiche, sono sempre stato un ammiratore del design, automobilistico in primis e generale poi.<br />
Tuttavia negli ultimi anni, intensificando i miei rapporti con più o meno esperti designer, mi sono trovato sempre più spesso in disaccordo.<br />
A questo punto viene naturale chiedersi qual è lo scopo degli studi di design.<br />
Sarebbe estremamente facile ad esempio collegare il design al commercio; siccome ciò che vende è ciò che piace, è logico e razionale concludere che uno degli obiettivi sia dare una forma “esteticamente piacevole” a oggetti di uso comune, dal frullatore che sembra un “transformer” all’ aggraziata linea di un’ automobile.<br />
Ma è tutto qui ??? Una semplice ricerca del bello ? Oppure c’è qualcos’altro mi chiedo?<br />
Parlando e discutendo spesso con alcuni accreditati esponenti del settore, di certo molto più esperti e aggiornati di me, è sorta una specie di corrente di pensiero che vede il design come una forma d’ arte fine a se stessa, e non come un valore aggiunto ad un qualsivoglia oggetto “utile”.<br />
Quindi se il design viene innalzato a forma d’ arte, come la pittura ad esempio, allora si può fare di tutto, tanto è arte!<br />
A parer mio, ( non dirò modesto, perché onestamente parlando la modestia non è mai stata una mia qualità e chi mi conosce bene lo sa), è qui che sono cominciati i veri problemi.<br />
Parafrasando un concetto oramai noto, ma temo estremamente sottovalutato, a causa dei pregiudizi dell’ ambiente in cui ha trovato notorietà, &lt;&lt; da grandi poteri, derivano grandi responsabilità ! &gt;&gt;<br />
La trovate una citazione inappropriata? Io credo che calzi a pennello!<br />
Ebbene si, il design è stato elevato a forma d’ arte, è oggetto di studio da parte di migliaia di esperti, ed è soprattutto in continua evoluzione, e questo mi sta benissimo, anzi come dicevo pocanzi, sono un ammiratore del design! Purtroppo sono anche un estimatore del buon gusto!<br />
Finché si fa dell’ arte fine a se stessa mi sta benissimo qualunque cosa, ma siamo sinceri, la situazione è oramai talmente inflazionata, che studi di design sono passati ben oltre la fase onirica per sprofondare in un abisso in cui, pur di trovare fama, gloria, un’ idea vincente, alcuni di questi designer non esitano a inventarsi qualunque cosa e a propinarcela.<br />
Avete mai sentito la frase &lt;&lt; ..questo è Design !!!&gt;&gt; ( si gli ho messo la maiuscola volontariamente!). Sembra quasi un’ etichetta dietro cui si può nascondere qualunque cosa.<br />
Ma siamo matti ! Se volete fare dell’ arte, se vi credete dei novelli Giotto, Picasso, Rembrandt, va bene fate pure, ma per favore abbiate la decenza di non propinarcela in qualunque salsa!<br />
Perdonatemi se sono solo un povero Ingegnere, ( si gli ho messo la maiuscola volontariamente!), ma un frullatore è un frullatore non un’ astronave a tre cazzi….(Opsss, mi è scappato, vabbè licenza poetica).<br />
Una recente discussione avvenuta con uno dei migliori designer che conosco:<br />
<a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/11/desigh1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56" title="desigh1" src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/11/desigh1.jpg" alt="" width="283" height="397" /></a><br />
ESPERTO DESIGNER :<br />
Il prof di storia dell&#8217;arte dell&#8217;ISIA ci spiego che quando l&#8217;arte,<br />
oggigiorno, prende spunto dalla natura con motivi zoomorfi o fitoorfi,<br />
di solito si è in un periodo di crisi o di stagnamento&#8230;<br />
I futuristi, che vivevano in un periodo fertile cercavano d&#8217;esprimere<br />
attraverso l&#8217;arte, la poesia, il teatro, l&#8217;architettra DINAMISMO.&gt;&gt;</p>
<p>IL PARERE INGEGNERISTICO:<br />
personalmente non ci trovo nulla di male a prendere spunto dalla natura, ciò<br />
che è stato creato e modellato in milioni di anni di evoluzione naturale,<br />
con chissà quali e quanto tentativi a vuoto, non può essere considerato<br />
insignificante.<br />
Naturalmente può essere rivisto in maniera moderna ma senza aver la pretesa<br />
di ritenersi tanto superiori da non aver bisogno di guardare nulla.&gt;&gt;</p>
<p>Gran Finale :<br />
&lt; quindi se per i designer una cosa è obsoleta o scopiazzata a me piace&#8230;..<br />
bè è un processo di crescita anche questo.&gt;&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sabbie Mobili…</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 00:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avete mai avuto l’ impressione che più vi muoviate, più vi sbattiate per ottenere risultati, più questi sembrino irridervi, sfuggendovi di volta in volta per futili motivi?
Certo la vita oggigiorno è sempre più frenetica, e correre dalla mattina alla sera è diventata quasi una normalità, ma non è a questo che mi riferisco.
Supponiamo per esempio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/11/sabbie.jpg"><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/11/sabbie-300x205.jpg" alt="" title="sabbie" width="300" height="205" class="alignnone size-medium wp-image-53" /></a><br />
Avete mai avuto l’ impressione che più vi muoviate, più vi sbattiate per ottenere risultati, più questi sembrino irridervi, sfuggendovi di volta in volta per futili motivi?<br />
Certo la vita oggigiorno è sempre più frenetica, e correre dalla mattina alla sera è diventata quasi una normalità, ma non è a questo che mi riferisco.<br />
Supponiamo per esempio, che siate nella condizione di sapere cosa vi manca per essere felici (almeno un po’); una situazione tutto sommato abbastanza positiva in quanto presumibilmente la maggior parte delle persone nemmeno sanno cosa vogliono!<br />
Bè siete a metà del cammino, avete un obiettivo e quindi non vi resta che cercare di realizzando. Cominciate a  studiare idee, pianificare mosse, prendere iniziative, insomma iniziate a darvi da fare seriamente, sacrificando il vostro tempo libero, le ore di sonno, tutto quello che serve pur di ottenere l’ agognato risultato.<br />
E poi quando siete convinti di stare facendo dei progressi, ecco che un qualunque incidente di percorso vi fa ritornare alla situazione di partenza.<br />
<<  Va bene >> vi ripetete, se fosse facile non ci sarebbe gusto, o non avrebbe tanta importanza per voi e quindi ricominciate da capo, magari provando in altri modi, sfruttando gli errori passati.<br />
E poi di nuovo al punto di partenza….<br />
Ora ci sono due possibilità, rinunciare e cercare qualcos’ altro oppure insistere fiduciosi che, prima o poi qualcosa cambierà…. E invece non cambierà nulla…mai!<br />
Per quante volte cadrete per altrettante vi rialzerete, con rinnovato entusiasmo, convinti in voi stessi che prima o poi la pura forza di volontà sarà sufficiente a raggiungere l’ obiettivo, e quindi di conseguenza la felicità.<br />
E poi magari se siete particolarmente sfigati, magari qualcuno, ma non voi, otterrà ciò che voi tanto desiderate, magari senza alcuno sforzo, senza neanche impegnarsi più di tanto.<br />
E finalmente vi lascerete andare, smetterete di lottare maledicendo la sfortuna, l’ ingiustizia, il gatto del vicino che miagola tutta la notte…..e affonderete dolcemente nelle sabbie mobili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La sindrome della pagina bianca.</title>
		<link>http://acolpidascia.com/2008/10/29/la-sindrome-della-pagina-bianca/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 21:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un diffusissimo handicap che colpisce in egual misura sia scrittori provetti che aspiranti tali.
E’ come un muro, smagliante di cangiante splendore, che racchiude in sé le infinite possibilità di espressione che la lingua consente.
La pagina bianca desidera, quasi supplica di essere riempita di parole, siano esse portatrici di verità, sogni, fantasie, o semplice cronaca.
Tuttavia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un diffusissimo handicap che colpisce in egual misura sia scrittori provetti che aspiranti tali.<a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/10/2.jpg"><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/10/2-300x156.jpg" alt="" title="2" width="300" height="156" class="alignnone size-medium wp-image-48" /></a><br />
E’ come un muro, smagliante di cangiante splendore, che racchiude in sé le infinite possibilità di espressione che la lingua consente.<br />
La pagina bianca desidera, quasi supplica di essere riempita di parole, siano esse portatrici di verità, sogni, fantasie, o semplice cronaca.<br />
Tuttavia la natura umana è costruita sulla necessità, istintiva, di focalizzarsi su un unico obiettivo alla volta, sia esso il prossimo pasto o impegno o quel che vi pare. L’ immensità dell’ infinito numero di possibilità che prospetta il bianco foglio è quasi troppo per poter essere concepito e racchiuso da una singola mente.<br />
Lo sforzo di esprimere i propri pensieri per iscritto, come sa chiunque si sia cimentato con un qualche tipo di scrittura personale, è tuttaltro che semplice, e di sicuro non meno faticoso di un qualsivoglia lavoro fisico.<br />
Provate a cercare di scrivere i vostri pensieri su un foglio, scommetto che vi verranno in mente almeno una ventina di modi differenti di cominciare, ma difficilmente riuscirete a scrivere di getto più di qualche riga.<br />
La mente umana, priva di riferimenti fissi sul foglio bianco, vaga tra mille pensieri alla ricerca dello spunto necessario a cominciare.<br />
Tuttavia non appena avete preso il ritmo di scrittura, dopo due o tre periodi, ecco che la mente elabora pensieri in modo sempre più veloce e spigliato, e le vostre parole, che sono sempre state lì, sulla pagina nascoste dal muro bianco, vengono fuori con una facilità disarmante.<br />
Come è possibile spiegare questa estrema differenza tra due situazioni che differiscono solo per poche parole.<br />
Onestamente non sono uno psicologo, né ho la pretesa di esserlo, e non conosco risposte a questa domanda, tuttavia esiste un modo estremamente semplice di aggirare questo ostacolo che pare così impegnativo.<br />
Durante la stesura della tesi, dopo anni passati a scrivere numeri e formule matematiche, la cosa mi ha colpito con drammatica violenza.<br />
Ho impiegato una settimana a scrivere la prima pagina.<br />
Poi guardando la televisione, eh sì allora ancora guardavo film in tv, ho avuto una sorta di illuminazione e ho trovato un escamotage per sfuggire al mio personale “ blocco dello scrittor”.<br />
Il trucco, come i più banali numeri di un giocoliere da strada è disarmante nella sua semplicità; se il problema è il candore della pagina, la sua assenza di punti di riferimento, basta eliminare questo enpasse.<br />
Riempite una parte del foglio di frasi banali, sensate magari, ma assolutamente non inerenti a ciò che volete scrivere, tipo << adesso ho sonno>>, oppure << il pane biscottato a colazione è più buono col miele..>> ecc. Non ha importanza ciò che iniziate a scrivere, l’ importante è eliminare l’ esitazione iniziale, quella sensazione di sperduta impotenza che il foglio bianco trasmette.<br />
Vedrete che poco dopo le parole usciranno copiose e i pensieri fluidi, e potrete scrivere tutto ciò che desiderate.<br />
Forse è il segreto di Pulcinella ma personalmente per me funziona. TUTTORA !</p>
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		<title>It’ s complicated !!?!?</title>
		<link>http://acolpidascia.com/2008/10/05/it%e2%80%99-s-complicated/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 18:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[It’ s complicated, è complicato.
Ma dove? Cosa? Come ?
Molte persone che conosco, amici e amiche, definiscono in questo modo i loro rapporti, inclusi quelli sentimentali.
E ancora, navigando in rete attraverso siti di chat e similari, tipo facebook moltissimi sono coloro che, piuttosto che single o in relationship ricorrono a questa definizione per indicare la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>It’ s complicated, è complicato.<br />
Ma dove? Cosa? Come ?<br />
Molte persone che conosco, amici e amiche, definiscono in questo modo i loro rapporti, inclusi quelli sentimentali.<br />
E ancora, navigando in rete attraverso siti di chat e similari, tipo facebook moltissimi sono coloro che, piuttosto che single o in relationship ricorrono a questa definizione per indicare la loro situazione sentimentale.<br />
Ma esattamente, cosa c’è di complicato, in un  rapporto ?!?!?<br />
Voglio dire, e perdonatemi la mia filosofia un po’ spicciola e manichea, ma un rapporto non può essere complicato; voglio dire se ami, ami sennò non sei innamorato/a ; se sei amico, lo sei punto e basta.<br />
Certo puoi litigare, rompere, cercare la solitudine finchè vuoi, ma non si cancella il passato, al massimo lo si può dimenticare, un po’.<br />
Posso capire che spesso in rapporto ci siano incomprensioni, o difficoltà ( ad esempio se i due in questione non abitano nella stessa città) o ancora che sia difficile trovare gusti o punti in comune, questo capita anche troppo spesso però…. Insomma se tra due persone c’è un sentimento serio e profondo o anche semplice attrazione fisica se il rapporto è ancora in stato embrionale, le difficoltà sono poca cosa, al max una seccatura ma nulla più.<br />
E’ complicato …ma davvero ???? O è solo un modo per dire fatti i fatti tuoi ? Non so, onestamente non riesco a capire.<br />
Pensiamoci, vediamo di capire cosa sono le complicazioni o cosa si intende per complicato,<br />
Supponiamo ad esempio che ci sia una terza persona in un rapporto di coppia in crisi, che uno dei due possa sentirsi attratto/a da un altro/a ma non voglia rovinare il suo rapporto attuale.<br />
Questa è una situazione che si può chiamare complicata ? Sul serio ? Onestamente io non credo, al più potrà essere dolorosa per qualcuno, o stressante o confusa. Anche confusa direi che non è una definizione “sensibile”; una persona è confusa quando non sa che soluzione scegliere non quando ne sceglie due, antitetiche, contemporaneamente.<br />
Un altro caso di complicazioni potrebbe essere quando ci piace qualcuno e non sappiamo se siamo ricambiati oppure no. E’ complicato?? Ma perché? In realtà è semplicissimo, si tratta SOLO di scegliere se preferiamo rischiare un’ amicizia per ottenere amore oppure perdere anche questa. Tutto ciò che vale nella vita richiede fatica e/o comporta dei rischi. Bisogna solo decidere se la posta è abbastanza alta da voler lo stesso andare fino in fondo, o forse, se hanno ragione coloro che dicono che chi si accontenta gode. Mah ….<br />
In conclusione è tutto un po’ una gara al massacro, ma le regole del gioco sono estremamente chiare, le complicazioni sono tutte nelle nostre teste !!!! Secondo me ovviamente !!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Barbari sono alle porte.</title>
		<link>http://acolpidascia.com/2008/09/09/i-barbari-sono-alle-porte/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 21:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Normalmente non è mia abitudine scrivere recensioni di libri, nè tanto meno sponsorizzarli. Capita, seppur raramente, che amici e conoscenti mi chiedano cosa penso di un libro che ho letto, così da decidere se spenderci sopra tempo libero, ahimè sempre più scarso, per me come per altri.
In questi casi, in genere rispondo spesso rimanendo sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/09/barbari.bmp"><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/09/barbari.bmp" alt="" title="barbari" class="alignnone size-full wp-image-38" /></a><br />
Normalmente non è mia abitudine scrivere recensioni di libri, nè tanto meno sponsorizzarli. Capita, seppur raramente, che amici e conoscenti mi chiedano cosa penso di un libro che ho letto, così da decidere se spenderci sopra tempo libero, ahimè sempre più scarso, per me come per altri.<br />
In questi casi, in genere rispondo spesso rimanendo sul vago, anche perchè ritengo che l&#8217; affrontare una lettura, indipendentemente dal suo valore intrinseco, sia un viaggio personale, differente per ognuno di noi.<br />
Tuttavia questa volta voglio fare un&#8217; eccezione a questa mia regola personale, parlandovi di una delle mie ultime letture, comprata quasi per caso, che mi ha decisamente stupito.<br />
Mi riferisco al saggio sulla società moderna intitolato &#8220;I BARBARI&#8221; del giornalista Alessandro Baricco.<br />
Baricco scrive spesso, in qualità di saggista, sul  quotidiano la Repubblica, giornale decisamente di area sinistroide, cosa che, per chi mi conosce bene, risulta essermi decisamente indigesta.<br />
E questo era uno dei motivi principali della mia iniziale titubanza sul libro da me appena comprato, in quanto temevo si rivelasse il solito sterile manifesto anti berlusconiano, fin troppo spesso sbandierato da una sinistra intellettuale decisamente a corto di idee.<br />
Il saggio invece si rivela essere un percorso agile ed estremamente chiaro dell&#8217; evoluzione della società degli ultimi decenni, scritto con una certa eloquenza e proprietà di linguaggio; l&#8217; autore  però evita, con sapiente oculatezza, di eccedere in artifici letterari e rimane fedele ad uno stile semplice ed efficace, quasi come se parlasse ad una classe di liceali. Attraverso una serie di esempi, tratti dalla vita comune di tutti i giorni, procede passo a passo a delineare, con tratti sempre più marcati, la sua visione, non già della società moderna, ma di quello che è stato il suo divenire negli anni precedenti. Con scrupolosa attenzione, cosa che ho veramente apprezzato e che più mi ha lasciato stupito, evita ogni tipo di commento o &#8220;biblico&#8221; giudizio di giusto o sbagliato, limitandosi a fornire le basi delle sue idee, e stimolando il libero pensiero del singolo lettore.</p>
<p>Aldilà dell&#8217; essere daccordo o meno con i concetti espressi, ritengo &#8220;I BARBARI&#8221; una lettura decisamente utile e formativa, un lampo di &#8220;Ragione&#8221; illuministica nell&#8217; oceano di scrittori da fast food che oramai permea l&#8217; editoria intellettuale moderna. </p>
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		<title>La sindrome di Voltron</title>
		<link>http://acolpidascia.com/2008/08/26/la-sindrome-di-voltron/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 21:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti noi abbiamo presente il fantastico robottone che ha riempito le nostre fantasie da bambini.
5 bellissimi leoni robotica, guidati da un gruppo di amici, che si uniscono formando il potentissimo Voltron, difensore dell’ universo.
Ora immaginate lo splendente robot che, durante la solita ardua battaglia perde uno dei leoni; in qualche puntata è capitato. Se ricordate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/08/voltron.jpg"><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/08/voltron-220x300.jpg" alt="" title="voltron" width="220" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-31" /></a>Tutti noi abbiamo presente il fantastico robottone che ha riempito le nostre fantasie da bambini.<br />
5 bellissimi leoni robotica, guidati da un gruppo di amici, che si uniscono formando il potentissimo Voltron, difensore dell’ universo.<br />
Ora immaginate lo splendente robot che, durante la solita ardua battaglia perde uno dei leoni; in qualche puntata è capitato. Se ricordate bene quello che si sgancia è sempre il leone azzurro della principessa Aurora che costituisce una delle gambe di Voltron.<br />
Ora visualizzate l’ invincibile difensore dell’ universo che combatte con la spada fiammeggiante contro l’ immancabile robobestia senza una gamba. Vincerebbe comunque ma in modo un po’ “claudicante”. Non è che sia il massimo !<br />
Cambiamo scenario, un po’ come si faceva nei teatrini di una volta dove di atto in atto venivano modificati gli elementi scenici.<br />
Pensate di organizzare una qualche gita con gli amici fuori porta, organizzate tutto, ora, partenza, destinazione, cosa fare, ecc… Insomma vi date un gran daffare per passare una bella giornata con gli amici.<br />
Nel mentre del viaggio, uno dei vostri amici, immancabile in ogni vostra avventura, viene colto da un’ improvviso bisogno di un qualchecosa, che al momento nessuno tranne lui sa definire, ma che lo rode come un tarlo, e decide, in quanto vostro “fratello d’ armi”, di “condividere pienamente” con voi questo tarlo.<br />
A questo punto sia che decidiate che la cosa non vi interessa, o che sia un fatto effettivamente importante, non cambia nulla. Se il tarlo dell’ amico non vi infastidisce lo stesso, penserà lui a renderlo grande come un dragobruco vorace di Vega.<br />
E a quel punto vi sembrerà di essere come corrosi nelle viscere dall&#8217; irritazione, oppure di deambulare come zoppi, da qui il nome della Sindrome.<br />
L’ unica cura conosciuta è riconoscere i sintomi il prima possibile e assecondare la situazione per quanto vi sembri paradossale o patetica, oppure, se è troppo tardi, “abbattere l’ amico” a colpi di “spada fiammeggiante”.<br />
Si ringrazia M. Cottone per aver battezzato con il nome giusto, un Male profondo quanto assurdamente inutile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La maledizione della RAI</title>
		<link>http://acolpidascia.com/2008/08/16/la-maledizione-della-rai/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 23:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Onestamente provo una certa vergogna nel guardare i servizi che l’ emittente nazionale offre sulle olimpiadi.
Quella che rappresenta la massima espressione mondiale dello sport, che unisce tutte le nazioni del mondo in una manifestazione unica nel suo genere viene mostrata dalla nostra televisione in modo allucinante; servizi sconnessi, giornalisti incompetenti, che a mala pena conoscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/08/rai1.jpg"><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/08/rai1.jpg" alt="" title="rai1" width="231" height="150" class="alignnone size-full wp-image-28" /></a><br />
Onestamente provo una certa vergogna nel guardare i servizi che l’ emittente nazionale offre sulle olimpiadi.<br />
Quella che rappresenta la massima espressione mondiale dello sport, che unisce tutte le nazioni del mondo in una manifestazione unica nel suo genere viene mostrata dalla nostra televisione in modo allucinante; servizi sconnessi, giornalisti incompetenti, che a mala pena conoscono le discipline che devono commentare, finali completamente trascurate, come se non esistessero, per il semplice motivo che non ci sono atleti italiani in gara.<br />
Ci sono ragazzi che hanno passato la vita ad allenarsi per essere lì a giocarsi la medaglia olimpica, per raggiungere la vetta del mondo nella disciplina che hanno scelto, che sicuramente non regalerà loro i miliardi del calcio ma che amano profondamente; ma, per i nostri esimi e sedicenti giornalisti Rai, semplicemente non esistono, (non sono italiani quindi non contano!), non si pongono non solo il problema di non mostrare le finali, nemmeno in playback, ma neppure di nominarli come vincitori di medaglie.<br />
No, a questi presunti “buffoni dello Sport”, che tanto si riempiono la bocca con parole di etica e sportività, piace mostrare solo atleti italiani, non solo nelle gare e qui ci può stare, ma parlare dei loro sentimenti, delle emozioni delle olimpiadi, della mamma a casa, dei fidanzatini o di cosa mangiano la sera a cena; e questo non come correlativo alle olimpiadi che sarebbe anche tollerabile, lo fanno al posto delle gare e delle finali che, secondo loro a noi non devono interessare!<br />
Ma come si permettono!<br />
Chi ama lo sport sa che non conosce limiti di frontiere,colori nazionalità.<br />
Chi segue le olimpiadi vuole vedere gli atleti sfidarsi per le medaglie, capisco il campanilismo e l’ orgoglio nazionale di tifare per i nostri atleti ma ridurre l’ olimpiade solo visione della squadra italiana è negare il significato dello sport.<br />
Ho assistito, con un senso di nausea,  a servizi che, per mostrare un’ italiana in gare già fuori dal podio, cancellava una finale olimpica e poi, così tranquillamente facendo finta che non ci fosse mai stata, continuare con interviste sul gattino della nuotatrice o il tatuaggio della tiratrice senza neanche comunicare il risultato finale.<br />
Per favore, qualcuno mandi a casa questa gente, non hanno capito nulla di cosè un’ olimpiade!<br />
VOGLIAMO LO SPORT NON UNA TELENOVELA ! </p>
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		<title>I bisonti sono fra noi !</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 23:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Durante una delle innumerevoli feste roncadelliane, un manipolo di “eroi” decisamente non privi di qualche macchia e non poche paure, diede vita a quella che in seguito divenne nota come la teoria del bisonte.
L’ enunciato è di per se estremamente semplice e spiega alla perfezione alcuni bizzarri comportamenti del maschio umano in preda agli effluvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/07/buffalo-herd-ynp.jpg'><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/07/buffalo-herd-ynp-300x186.jpg" alt="" title="buffalo-herd-ynp" width="300" height="186" class="alignright size-medium wp-image-24" /></a>Durante una delle innumerevoli feste roncadelliane, un manipolo di “eroi” decisamente non privi di qualche macchia e non poche paure, diede vita a quella che in seguito divenne nota come la teoria del bisonte.<br />
L’ enunciato è di per se estremamente semplice e spiega alla perfezione alcuni bizzarri comportamenti del maschio umano in preda agli effluvi dell’ alcool.<br />
Come tutti sanno, grazie alla cinematografia hollywoodiana, gli indiani cacciavano i bisonti.<br />
Quando attaccavano, lanciando urla di guerra e scagliando frecce, gli indiani mettevano in fuga la mandria, che come un nucleo compatto cominciava a correre nella direzione opposta.<br />
Ora se avete in mente le sequenze del cinema, si vede chiaramente che la mandria forma una sagoma che diventa sempre più oblunga a mano a mano che la distanza tra i primi ( i membri più forti del branco ) e gli ultimi ( i più deboli, quelli destinati a cadere sotto le frecce degli indiani ) aumenta, pur mantenendo un nucleo omogeneo.<br />
Ne risulta quindi che la mandria si muoveva con una velocità media pari a quella del suo membro più lento, ovvero quello che veniva cacciato dagli indiani.<br />
Ne consegue, evidentemente che, man mano che i bisonti venivano cacciati ed uccisi, la velocità della mandria in fuga aumentava.<br />
Ora il cervello umano funziona in modo analogo, è composto da miriadi di cellule simili ma non perfettamente uguali, e la sua capacità di elaborazione delle informazioni dipende principalmente dalle sue cellule più lente.<br />
Supponente adesso, che alcool, fumo ed altro facciano la parte degli indiani ed attacchino, coi loro effetti venefici, le cellule più lente del cervello.<br />
A questo punto quello che succede è evidente, il cervello libero dalla “zavorra” dei suoi elementi deboli, viaggia ad una velocità superiore.<br />
Vi è mai capitato di parlare con una persona un po’ ubriaca? Non vi è parsa particolarmente brillante, con la lingua sciolta, fare discorsi particolarmente complessi, che voi ancora sobri, non riuscite a seguire; non l’ avete mai sentita pronunciare espressioni del tipo : << finalmente ora ho capito tutto !! >> . Oppure << sto benissimo !!!!!!>><br />
Tuttavia sappiamo bene cosa succede ad un motore sovralimentato, che viaggia ad una velocità molto superiore alla velocità per la quale è stato progettato. Cuoce !!<br />
Per chi di voi, augusti lettori, ha posseduto il cinquantino negli anni dell’ adolescenza, non può non venire in mente il termine :<< ha sbiellato !!>>,<br />
Ed in effetti è quello che regolarmente avviene: il cervello umano, raggiunto il culmine della velocità, non potendo più sostenere il carico eccessivo, si spegne di colpo, ed il soggetto, totalmente ubriaco si accascia dolcemente a terra.<br />
Questo è il potere del bisonte !</p>
<p><em><br />
Ora secondi voi, io che scrivo queste parole, sono sobrio ???</em></p>
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		<title>Ogni lasciata è persa&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 21:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[“Sapete ogni giorno, ogni attimo, tante cose ci vengono date e tolte ma questo fa&#8230; fa parte della vita.
Però lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è anche, ad esempio, lo sport, uno qualunque, non ha importanza, ognuno scelga quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/07/images.jpg'><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/07/images.jpg" alt="" title="images" width="143" height="95" class="alignnone size-medium wp-image-22" /></a>“Sapete ogni giorno, ogni attimo, tante cose ci vengono date e tolte ma questo fa&#8230; fa parte della vita.<br />
Però lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è anche, ad esempio, lo sport, uno qualunque, non ha importanza, ognuno scelga quello che più gli piace o nel quale riesce ad immedesimarsi meglio.<br />
Come dicevo, la scelta in sè non è rilevante.<br />
Perché sia nella vita che nello sport, il margine d&#8217;errore è ridottissimo, se giochi per vincere.<br />
E tutti, dico tutti, senza esclusioni, almeno una volta nella vita giochiamo per vincere.<br />
Certo c’ è chi ne fa un credo, e chi evita le “luci della ribalta” ad ogni costo, e in mezzo, tante persone che annaspano cercando di “restare a galla”.<br />
Capitelo&#8230;<br />
Una parola di troppo, mezzo passo fatto un po&#8217; in anticipo o in ritardo e non ce la si fa più. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e si manca la presa.<br />
Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni attimo della partita (della vita), ad ogni minuto, ad ogni secondo.<br />
In una squadra si combatte per un centimetro. In una squadra massacriamo di fatica noi stessi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.<br />
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra sognare e vivere.<br />
E la nostra squadra siamo noi stessi, intelligenza, fisico, volontà, desiderio, passione….<br />
In ogni scontro è colui il quale è disposto a rischiare, lottando con tutto se stesso  che guadagnerà un centimetro.<br />
E io so che se potrò avere un&#8217;esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a soffrire per quel singolo, stramaledetto, agognato centimetro. La nostra vita è tutta lì.<br />
In questo consiste, e in quei pochi centimetri davanti alla faccia.</p>
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		<title>Thanks you for smoking</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 19:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[ Innanzi tutto ci tengo a precasare che questa non è un&#8217; apologia del tabacco!
Se, voi che leggete quetso post non siete fumatori, continuate pure a leggere, non cercherò di convincervi che vi perdete qualcosa.
Spesso amici e parenti mi hanno chiesto perchè fumo; la risposta è per la verità molto semplice.
Contrariamente a quanto molti pensano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/06/imm.jpg'><img src="http://acolpidascia.com/wp-content/uploads/2008/06/imm.jpg" alt="" title="imm" width="150" height="212" class="alignright size-medium wp-image-19" /></a> Innanzi tutto ci tengo a precasare che questa non è un&#8217; apologia del tabacco!<br />
Se, voi che leggete quetso post non siete fumatori, continuate pure a leggere, non cercherò di convincervi che vi perdete qualcosa.<br />
Spesso amici e parenti mi hanno chiesto perchè fumo; la risposta è per la verità molto semplice.</p>
<p>Contrariamente a quanto molti pensano non fumo perchè mi dà un particolare piacere o perchè fa fico; al contrario trovo il gesto in sè assolutamente insignificante e, per la cronaca neppure l&#8217; odore è per me gradevole.<br />
Tuttavia il piacere di fumare esiste, ed è un piacere sottile e significativo! Sapete cosa significa prendersi una pausa dalla vita ? Vedo di spiegarmi.<br />
Le nostre vite, oggi, sono estremamente frenetiche, si corre al lavoro, si corre a casa, in palestra, a fare la spesa, le commissioni, si corre per gli altri, sempre e comunque da mattina a sera! Alzi la mano chi non vive così oggi.<br />
Ora tutta questa frenesia ci lascia spossati a fine giornata, forse fieri di essere riusciti a fare tutto, anche se di corsa, e preoccupati perchè consapevoli che il giorno successivo sarà forse ancora più deleterio.<br />
Immaginate ora in mezzo a questo tumulto di fermarvi lì dove siete, immobili e privi di ogni altra necessità, per quanto impellente. Fermatevi e osseravate le altre persone che corrono, fissate il cielo, le nuvole che scivolano incuranti sopra le vostre teste, guardate il traffico, i fiori, quello che più vi aggrada, con fare distaccato, e forse, noterete qualcosa al quale, nella fretta della routine giornaliera, ignorate continuamente: la vita attorno a voi.</p>
<p>Bloccatevi lì dove siete e riflettete sulla vostra vita attuale, le scelte che fate ognigiorno, la telefonata di 5 minuti prima, fate perfino il vuoto assoluto dentro di voi.<br />
Avanti ammettetelo, nessuno di voi si è mai preocupato di ciò, o se si, è stato un evento casuale, privo di continuità!<br />
Ebbene questo è il piacere di fumarsi una paglia! Fermarsi lì dove si è, rimandare tutto a dopo (tanto i 3-4 minuti che ci vogliono non cambieranno nulla negli impegni quotidiani !!), osservare ciò che non si può notare correndo a destra e a manca.<br />
In definitiva prendersi una pausa dalla vostra routine, attentamente definita nel tempo, tale da non farvi sentire poi in colpa per l&#8217; inerzia di quei pochi minuti, e al tempo stesso gustarvi seppur per poco, la giornata. </p>
<p><em>Come dicevo è un piacere raffinato e sottile!</em></p>
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